Parchi e agricoltura sostenibile
chiudono FestambientExpo

Foto del Delta del Po
Delta de Po

Tutelare l’ambiente e la biodiversità nelle aree protette, anche attraverso buone pratiche agricole, un turismo responsabile e idee innovative nel campo della sostenibilità, per creare nuova occupazione e valorizzare le comunità locali. E’ questa la sfida che Legambiente, insieme a Federparchi, ha lanciato oggi, domenica 7 giugno, dal padiglione della società civile di Cascina Triulza nella giornata di chiusura di FestAmbientExpo, dedicata alle aree protette, all’agricoltura sostenibile e all’ecoturismo. Un trinomio vincente che, grazie ad una sinergia di progetti di rilancio e sviluppo sostenibile del territorio, ha saputo garantire occupazione diretta e favorire l’indotto in settori strategici, quali turismo, agricoltura, allevamento, artigianato, commercio e servizi, promuovendo la nascita di piccole e piccolissime imprese e cooperative
locali.

«Ad oggi i parchi italiani ospitano quasi 250 mila imprese agricole e attraggono oltre 100 milioni di turisti ogni anno, per un fatturato che si aggira sui 12 miliardi di euro – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Si tratta di un capitale naturale di straordinaria importanza su cui puntare per creare lavoro qualificato e valorizzare i territori. Ma anche per rilanciare la rete delle aree protette italiane, coinvolgendo le istituzioni in azioni e progetti per frenare la perdita di biodiversità, ridurre il consumo di suolo, promuovere il biologico al 100% nelle aree protette e porsi in linea con gli obiettivi indicati dall’Onu che prevedono, entro il 2020, un aumento dell’estensione globale delle superfici protette di almeno il 17% per il territorio e il 10% per la superficie marina».

Lontano dall’essere un limite per l’agricoltura, le aree protette si confermano quindi un importante incubatore per progetti di sviluppo rurale sostenibile e di valorizzazione delle comunità locali. Ne sono esempio le esperienze vincenti, che Legambiente e Federparchi, hanno raccontato, oggi, nella giornata conclusiva di FestAmbientExpo: dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il più esteso parco rurale d’Italia, che ha portato la cura del territorio e i suoi prodotti tipici e d’alta qualità nel più atteso evento dedicato al tema, il Festival della Ruralità, all’esperienza dei piccoli allevatori di montagna nell’Appennino tosco-emiliano che, oltre a svolgere un’importante funzione di presidio del territorio, portano alto il nome e la tradizione del marchio “Parmigiano reggiano”. Una menzione speciale anche per le produzioni tipiche del Parco del Gran Paradiso, i cui produttori hanno aderito ad un rigido protocollo di qualità, e alla rete di produttori che opera all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, impegnata nel chiedere un miglioramento della gestione del parco, che passi attraverso un’agricoltura di qualità e biologica ed un recupero dei terreni incolti da rendere disponibili per i giovani agricoltori.

«Scommettere su un turismo a basso impatto e fortemente connesso con il territorio – ha detto Angelo Gentili, responsabile nazionale Legambiente Turismo –  significa scommettere sul futuro sia da un punto di vista ambientale che economico. La bellezza del nostro territorio, dei nostri parchi e delle nostre aree protette è una grande attrattiva per i turisti, per questo abbiamo deciso di seguire un percorso che miri a una maggiore sostenibilità ambientale facendo allo stesso tempo rete. Questa scelta si sta dimostrando vincente in un settore che, di anno in anno, vede crescere la domanda di qualità e la sensibilità ambientale da parte dei turisti, soprattutto stranieri, interessati non solo a visitare il nostro Paese ma a scoprirne e conoscerne la vera ricchezza che risiede nella bellezza diffusa ovunque, nel paesaggio, nella natura, nei parchi, nell’arte ma anche nella gastronomia e nelle produzioni artigianali».

«L’attuale concezione dei parchi è quella di coinvolgere e coordinare le strutture di organizzazione per la conservazione della natura in una visione moderna che coniughi economia e salvaguardia dell’ambiente – ha aggiunto Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – Un rapporto di cui gli agricoltori sono il vero motore, perché creano prodotti di qualità, così come sulla qualità puntano i parchi. Quando ci incontriamo, e accade sempre più spesso, abbiamo quindi una Doc al quadrato, con ulteriori straordinarie garanzie per chi li consuma. L’agricoltura e la zootecnia in molte aree hanno nella propria mission la valorizzazione delle biodiversità, mi riferisco a piante coltivate e razze allevate, con difficoltà di conservazione. Le stesse difficoltà che abbiamo anche noi che ci occupiamo di tutela della natura».

agricoltura

Nell’ultima giornata a Cascina Triulza, è stato presentato anche l’innovativo progetto degli eco-alberghi dell’Isola d’Elba nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano: la rete di strutture ricettive e turistiche affiliate all’etichetta ecologica Legambiente TurismoBellezzaNatura che, rispettando precisi parametri ambientali e obiettivi di sostenibilità, hanno unito la vocazione turistica a quella ecologica, puntando sul risparmio energetico, con utilizzo di rinnovabili, lampade a basso consumo e illuminazione a led, sul riciclo e su un’offerta enogastronomica, rigorosamente di prodotti locali e biologici. Una rete d’eccellenza, premiata da Legambiente, che ha saputo incontrare la domanda crescente di qualità e sensibilità ambientale di turisti e visitatori. In chiusura di giornata è stato poi presentato il libro la Terra dei Cuochi, nato per promuovere e valorizzare il territorio campano che, sebbene investito dagli scandali della Terra dei Fuochi, continua a contribuire al made in Italy con i prodotti genuini e di qualità di una agricoltura pulita.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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Un pensiero su “Parchi e agricoltura sostenibile
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  1. Ho conosciuto Legambiente in questi due mesi e sono stato molto soddisfatto della loro tenacia e professionalità nel portare avanti una cultura del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente che significa rispetto dell’uomo, della terra, dell’aria e dell’acqua…per una vita più salubre per tutti.
    E’ necessario un cambio culturale profondo e una marcia indietro per rallentare un progresso che schiavizza e che fa pagare a tutti costi incredibili sia economici e sia relativi alla salute.

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