Paola Muraro: «La mia ricetta per i rifiuti di Roma»

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«Non ci sarà un inceneritore a Roma.  Questa è la mia città, i miei figli vivono qui, ed è il momento di rimboccarsi le maniche per fare qualcosa». Paola Muraro, futuro assessore all’Ambiente della giunta del neosindaco Virginia Raggi, sceglie la premiazione di Comuni Ricicloni per rispondere agli attacchi sul web per la sua presunta scarsa opposizione agli inceneritori. E per iniziare a parlare ai romani delle azioni che metterà in campo per risolvere il problema dei rifiuti nella Capitale. «Problema per cui non si è fatto quasi nulla negli ultimi 20 anni – ricorda Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – E’ stata lanciata solo la raccolta differenziata dell’organico nei cassonetti sulla strada: non so voi, ma io, come cittadino, quando devo avvicinarmi ai cassonetti chiudo gli occhi, butto i sacchetti e scappo, perché ho paura di quello che potrei vedere… In più la situazione è complicata dalla mancanza di infrastrutture: ogni giorno circa 160 tir portano i rifiuti organici dalla Capitale fino in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Una procedura che arricchisce solo gli autotrasportatori. Oggi abbiamo chiesto a Paola Muraro di essere oggi con noi proprio per farle il nostro in bocca al lupo».

Guarda l’intervento di Paola Muraro

«Quella che dobbiamo affrontare è una sfida è titanica», ha concluso Paola Muraro. «Ho accettato la proposta del sindaco – ha aggiunto – perché è una donna determinata e metodica. Non sono ancora stata nominata e, come molti sapranno, in questo momento sul web si stanno raccogliendo firme contro di me: vorrei ricordare che quando c’è una situazione di emergenza ci sono sempre molto interessi occulti, interessati a cavalcare la polemica per bloccare ogni possibile soluzione. Sulla raccolta differenziata qualcosa è migliorato ma non è ancora abbastanza, anche perché serve migliorare l’educazione dei cittadini. Il nostro obiettivo è introdurre tariffe premianti, in modo che chi riciclerà di più avrà un vantaggio economico. Non vedo cosa ci sia di così sconcertante. Ricordate: dietro le critiche c’è sempre chi ci guadagna».

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Un pensiero su “Paola Muraro: «La mia ricetta per i rifiuti di Roma»”

  1. buongiorno –
    innanzitutto auguri di buon lavoro,
    volevo solo fare un appunto sull’orario di lavoro delle cosiddette isole ecologiche, quella chiusura della pausa pranzo e la chiusura alle 19,00 la sera secondo me andrebbero migliorate.
    Sono un buon utilizzatore di queste isole ecologiche, ho svuotato il mio garage ho smontato mobili – ecc, tutto portato poi un po’ per volta con la mia sw urilizzando anche un porta pacchi. Un paio di volte non accorgendomi dell’orario, specialmente d’estate capita spesso, ho trovato chiuso il centro, una volta per pranzo, un’altra per fine turno alle 19,30 – siamo in estate ed è ancora giorno pieno. Ho fatto poi un semplice ragionamento, oggi è ritornata la cosiddetta ‘arte dell’arrangiarsi’ e molti lavoretti si fanno da soli, con amici o quando con qualche artigiano improvvisato, purtroppo, come sappiamo, è vitale risparmiare, e potrebbe capitare che molti lavoretti nelle case verso il fine settimana vengano ultimati anche verso la sera tardi, dove magari l’artigiano finisce il suo lavoro, carica i ferri del mestiere e tutto ciò che avanza dalle lavorazioni eseguite, mette tutto in auto o furgoncino, si fa’ pagare e se ne va. Magari si fa’ pagare anche una quota per lo smalitimento delle risulte, ma trovando chiuso alle 19,30 che fa’ il biricchino?
    Fa’ un giretto nei dintorni dove aveva già notato una luogo in disparte ove era nata una discarica occasionale, e scarica tutto ciò che avrebbe potuto scaricare se avesse trovata aperta l’isola di raccolta ama. Ecco che nelle periferie più o meno estreme nascono queste discariche spontanee che non trovano giustificazione, alcune volte nascono anche a due passi dai centri di raccolta ama. Ecco perchè, penso, che una diversa distribuzione dell’orario, in particolare l’estate con le giornate più lunghe e stagione in cui molti lavori casalinghi vengono programmati, si potrebbe ,almeno in via sperimentale, adottare orari un po’ più lunghi, la cosa migliore secondo me è che vengano istituiti turnazioni di lavoro da consentire l’apertura di tali centri almeno 12-15 ore al giorno, e vedere poi se il fenomeno delle discarice spontanee si dovesse affievolire, perchè se poi così fosse, il tutto potremmo dire che srebbe a costo zero visto poi che quelle discariche abusive quando vengono bonificate subiscono costi spesso importanti, e non c’è poi lo smaltimento selezionato. E’ un tentativo che si potrebbe fare, una sorta di monitoraggio dopo averlo pubblicizzato adeguatamente, è vero, so che altri centri sarebbero pronti a nascere, ma se non diamo la possibilità di utilizzarli, servono a poco, un centro di smaltimento rifiuti non può avere un … orario di ufficio, è palesemente controproducente!
    Grazie per la c.a. prestatami
    La saluto rinnovandole i miei più sinceri auguri

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