Paestum, “Siamo tutti sulla stessa barca”

Le attività svolte dal circolo di Legambiente Paestum che hanno coinvolto maggiormente i soggetti migranti hanno previsto la bonifica dell’Oasi Dunale e l’accoglienza delle scuole in visita all’area, e il recupero ambientale del tratto a sud della cinta muraria

volontari_legambienteA valle del Parco Archeologico di Paestum si trova un’area di 20 ettari, denominata Oasi Dunale, che costituisce uno dei simboli dell’ecosistema costiero dell’area Mediterranea, nonché l’elemento di maggior valore ambientale della zona, per il fatto che comprende tre tipologie di habitat naturale: parte arenile con la vegetazione delle sabbie, una zona tipicamente a macchia mediterranea e la pineta. Ecco perché nel luglio del 2016, il circolo Lagambiente Paestum, che ha in gestione l’area, ha avviato un progetto di sperimentazione sociale che è riuscito a trasformare quest’area degradata in un vero e proprio laboratorio “open air” per la sensibilizzazione e la conoscenza di un ecosistema magico, unico nel suo genere. L’Oasi inoltre è stata, nel periodo estivo di svolgimento delle attività, animata da campi di volontariato, da teatro all’aperto, da performances artistiche, concerti e cineforum.

Proprio relativamente al volontariato e al coinvolgimento delle comunità locali, Legambiente, attraverso protocolli d’intesa con il vicino Centro di accoglienza e con la Direzione del Parco Archeologico, è stata motore di avvio per l’inclusione di alcuni migranti e richiedenti asilo, che, su base volontaria partecipano alle numerose attività, dai corsi di lingua, base fondamentale per la reale integrazione dei “nuovi italiani”, all’inserimento in realtà sportive, alla partecipazione in prima linea dei migranti alle attività volte alla valorizzazione e al miglioramento della fruizione, per loro e per gli abitanti della zona, dei beni paesaggistici comuni. Nello specifico, le attività svolte dal circolo che hanno coinvolto maggiormente i soggetti migranti hanno previsto la bonifica dell’Oasi Dunale e l’accoglienza delle scuole in visita all’area, e il recupero ambientale del tratto a sud della cinta muraria di Paestum, lungo circa 800 metri e risalente alla colonizzazione dei Greci del VI secolo a.C; ancora sono stati previsti interventi di manutenzione del Sentiero degli Argonauti, che si estende per 2 km dai templi della Magna Grecia al mare, e ultima, ma non per importanza, la creazione all’interno di uno dei centri di accoglienza  di 12 orti autogestiti, ognuno dei quali gestito da due migranti, attività a cui viene associato anche un corso di formazione sulle tecniche culturali e che è, tra l’altro, quella che ha riscosso maggiore partecipazione.

I migranti in questo modo entrano in contatto (essendo comunque in stallo al centro di accoglienza per un certo periodo), umano e sociale con la comunità locale e con la realtà circostante, imparano un mestiere, un’arte, che magari in futuro potrebbe anche renderli autosufficienti. L’obiettivo di Legambiente è far sentire i migranti protagonisti di un qualcosa di interessante, di bello e soprattutto utile alla comunità, ma contemporaneamente di insegnare a tutti, autoctoni e non, che una società più collaborativa e aperta, e meno prevenuta nei confronti dello “straniero”, porta vantaggi e serenità per tutti.

Anteprima dal libro “Alla scoperta della green society” Edizioni Ambiente

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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