Paestum, incombe la centrale a biomasse

Una centrale a biomasse a sette chilometri dai templi di Paestum, nel comune di Capaccio (Sa). È quello che il governo ha approvato lo scorso 8 gennaio sollevando le proteste degli abitanti di Sorvella-Sabatella, la località in cui dovrebbe sorgere l’impianto, riuniti già da tempo in un comitato. «Il Consiglio dei ministri ha preso atto del superamento del dissenso espresso in Conferenza di servizi – si leggeva in un comunicato di palazzo Chigi – e ha condiviso il parere reso dall’Istituto (Istituto superiore di sanità, ndr) con verifiche e prescrizioni in merito alla costruzione e all’esercizio di un impianto di fonte rinnovabile alimentato a biomassa per la produzione di energia elettrica e termica della potenza di 0,999MW, da costruirsi in località Sorvella, nel Comune di Capaccio (Sa)”.

Il dissenso cui si riferisce il comunicato risale al giugno del 2014, quando la pressione esercitata da cittadini e istituzioni locali provocò la bocciatura della Conferenza di servizi della Regione Campania, che inizialmente non si era opposta. «Si tratta di un procedimento che i cittadini e l’amministrazione hanno subìto – dichiarò in quell’occasione Italo Voza, sindaco di Capaccio – ma abbiamo dimostrato che l’impegno e l’unità tra amministrazione e cittadini porta ottimi frutti». L’8 febbraio di quest’anno il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha ricevuto una lettera da parte del comitato “Sorvella-Sabatella” in cui gli si chiedeva di “prendere posizioni atte a riconsiderare l’opportunità di far nascere una centrale a Capaccio”. Ma il governatore, che nel 2008 aveva ricoperto il ruolo di commissario straordinario per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, deve ancora chiarire la sua posizione su questo nuovo impianto.

La centrale a biomasse sorgerebbe nei pressi della foce del fiume Sele, una riserva naturale dal grande valore paesaggistico che ospita il tempio magnogreco di Hera Argiva, nonché dell’area patrimonio dell’Unesco in cui si trova la città antica, mentre poco più a Nord si trova l’Oasi Wwf di Persano. Oltre ai beni archeologici e paesaggistici la zona custodisce diverse produzioni Igp e Dop, dal carciofo di Paestum all’ottima mozzarella di bufala.

«La centrale sarebbe una vera iattura. Nel territorio interessato dal progetto si sta infatti realizzando un’agricoltura di avanguardia e di qualità» è il commento di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, a margine del flash mob organizzato dall’associazione il 30 gennaio scorso nel centro di Salerno. «Un impianto a biomasse – ha aggiunto Buonomo – sarebbe in controtendenza rispetto a un’economia del turismo archeologico e delle produzioni di qualità».

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