Paestum che resiste

Buone notizie da Paestum. Non solo per le 4 Vele di Legambiente. Venerdì scorso è stato inaugurato nel parco archeologico di Paestum un percorso accessibile anche ai disabili: «Si tratta di un itinerario senza barriere architettoniche che va dentro alla Basilica, il tempio più antico dei tre di Paestum, VI secolo A. C. – spiega il direttore Gabriel Zuchtriegel – Già il fatto di poter entrare è particolare, ma è unico al mondo che lo possano fare tutti, indistintamente». Un ultimo cambiamento in positivo dopo l’arrivo a novembre del nuovo direttore: Zuchtriegel ha cominciato a piccoli passi una rivoluzione lenta e fattiva che va dalla “pulizia dei bagni” fino alla ristrutturazione della sede museale.

Intanto un’altra questione infuoca il dibattito nel Comune di Capaccio. A giorni si capirà che fine farà Villa Salati, il complesso storico, immerso nel parco archeologico e in vendita, per cui il Comune ha mostrato interessamento: «La somma richiesta è di  4 milioni di euro, una cifra che per il Comune è enorme. Ma – spiega il sindaco Italo Voza – Il nostro interessamento , il nostro alzare la testa ha fatto sì che il ministero per bocca della Soprintendenza archeologica ufficialmente abbia già deliberato l’intento di acquisire Villa Salati, quindi di fare suo il diritto di prelazione. Siamo convinti che il ministero renderà pubblico questo bellissimo immobile a pochi passi dal tempio di Nettuno. Quattro milioni di euro per il ministero sono una cifra abbordabilissima».

Un impegno, quello del rendere pubblici dei beni, che ha da sempre caratterizzato  l’Oasi dunale di Legambiente. Venti anni fa, i volontari dell’associazione hanno trasformato un’area abbandonata, piena di rifiuti e usata come pista per auto e moto una vera e propria oasi dunale, dove oggi anche alcuni ricercatori del Cnr studiano le piante psammofile, quelle che resistono ad alte temperature. «L’Oasi dunale è un presidio di legalità – spiega Pasquale Longo presidente del Circolo Legambiente Paestum – “Tra le mura e il mare” è appunto il nome del nostro progetto: 20 anni fa avevamo ben chiaro quale fosse il nostro obiettivo, quello di restituire alla città antica il suo rapporto con il mare. Poseidonia-Paestum è una delle poche aree archeologiche che gode di una legge speciale la legge 220 del 1957 voluta dal senatore Umberto Zanotti Bianco che vieta la costruzione nel raggio di un chilometro intorno alle mura della città di Paestum. Tra la Porta marina e l’Oasi gestita da Legambiente vi è un blocco di abitazioni abusive incondonabili sotto tutti i punti di vista, non solo per la legge 220, ma vi sono anche altre norme e sentenze in giudicato per gli abbattimenti. Le amministrazioni precedenti non hanno avuto le risorse né il coraggio per procedere con gli abbattimenti». Si tratta di edilizia di scarso valore, di seconda e terze case, affittate nel periodo estivo, di proprietà di persone non residenti a Paestum.

Intanto il circolo di Legambiente Paestum non si arrende e rilancia: dal 15 al 17 luglio con Festambiente Paestumanità, il festival che punterà tutto sul tema del viaggio e dei migranti. «Il prossimo nostro passo sarà poi il completamento del sentiero degli Argonauti: il primo tratto completato grazie a Unipol – conclude Longo – Si tratta di un percorso pedonale e ciclabile che unisce l’oasi alla Porta Marina, una possibilità che va ad arricchire l’offerta turistica archeologica del posto». Un ulteriore piccolo passo perché tra le mura della città antica e il mare non ci sia più separazione.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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