Occhio al tappo

Olio in bottiglia

La qualità alimentare si difende anche con il tappo. Quello antirabbocco nel caso dell’olio, che evita vere e proprie truffe a tavola. La Forestale Toscana a fine 2015 ha reso noto i dati sulla campagna straordinaria di controlli sull’osservanza della recente normativa sul cosiddetto tappo antirabbocco, normativa entrata in vigore durante l’estate 2015 che obbliga i pubblici esercizi che conferiscono pasti (ristoranti, bar, stabilimenti balneari, mense, pizzerie) a usare sui tavoli bottiglie di olio extravergine di oliva con un tappo che non può essere manomesso. Questo per evitare, per esempio, che si utilizzino bottiglie di oli prestigiosi per poi riempirle con oli di minor valore e quindi per tutelare i consumatori finali da frodi alimentari. Una campagna straordinaria che si affianca chiaramente alla normale attività di controllo e vigilanza,  che ogni regione può decidere in maniera autonoma.

«Abbiamo attuato una campagna straordinaria di controllo cercando in primo luogo di fare educazione ambientale ed alle normative sulla tracciabilità del cibo e delle norme antisofisticazione alimentare», spiega il generale Gisueppe Vadalà, comandante della Forestale della Toscana che ha avviato i controlli in una regione simbolo per l’olio italiano. «Infatti – continua il generale che in passato è stato anche comandante generale nazionale del settore agroalimentare della Forestale – abbiamo scelto di usare la formula giuridica della diffida, possibile in questo caso, che prevede che, in caso di effrazione della normativa, l’esercente non venga immediatamente sanzionato, ma possa fruire di  20 giorni di tempo per mettersi in regola, in questo caso, sostituendo le bottiglie di olio extravergine non a norma, con quelle con tappo anti sofisticazione. Dobbiamo iniziare a valorizzare e tutelare l’olio extravergine italiano allo stesso modo in cui facciamo con il vino e specialmente in Toscana, dove vino ed olio sono anche un elemento culturale e di conseguenza turistico ed economico».

olio 2

La Forestale ha eseguito 234 controlli, concentrati soprattutto nelle zone a maggior flusso turistico e nei locali in cui si usano bottiglie di maggior pregio. «Siamo felici di aver constatato che il 70% dei controllati erano in regola con la nuova normativa – ha detto il vice Questore aggiunto Renzo Brogi, referente per la Toscana del settore agroalimentare della forestale – Abbiamo poi emesso 50 diffide e pressoché tutti gli esercenti diffidati si sono regoralizzati nei 20 giorni previsti. Sono state erogate solo 14  sanzioni per circa 26.000 euro complessive, quindi solo il 6% dei controllati non era a norma o non si è messo in regola. Sono dati incoraggianti e dimostrano che tutelare i consumatori dalle frodi agroalimentari sia non solo doveroso nel rispetto delle leggi, ma anche sia un modo di valorizzare l’economia agroalimentare italiana». I controlli hanno riguardato anche la tracciabilità di tutto il cibo delle cucine. «Per questi sei mesi – chiosa il generale Vadalà – abbiamo deciso di fare più educazione che sanzioni, nel 2016 saremo più intransigenti, anche con le realtà più piccole che a questo punto hanno avuto il tempo e la possibilità di adeguarsi».

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