Nel cielo di giugno Marte e Saturno

Immagine di Uma  2016
L’Orsa Maggiore con la coda del Dragone in alto e i piccoli Cani da Caccia in basso (SkyMap Pro, modificato dall’Autore)

Nel mese di giugno alle 22 ad est, Ercole e Serpente, Lira, Cigno e Ofiuco con un luminoso Saturno, l’Aquila sta sorgendo. Al meridiano Bifolco e la Bilancia, con il rosso Marte. Ad ovest, il Leone digrada verso l’orizzonte, con il luminoso Giove giallo paglierino, i Gemelli scompaiono all’orizzonte, ancora alti la Chioma di Berenice, la Vergine e l’Orsa Maggiore (http://divulgazione.uai.it).

L’Orsa Maggiore è la bella ninfa Callisto che, insidiata da Zeus, fu tramutata in una vecchia orsa dalla dea della caccia Diana per aver trasgredito al suo voto di verginità. Un giorno incontra il figlio, Arturo; il giovane, temendo per gli abitanti del vicino villaggio, la rincorre per ucciderla, non sapendo che la bestia è sua madre. Zeus per impedire il matricidio li proietterà come stelle in cielo. Da allora la stella Arturo insegue l’Orsa Maggiore, senza mai poterla raggiungere. Nel Grande Carro abbiamo già incontrato la stella doppia Alioth; il sistema quadruplo di soli bianco-azzurri, Mizar, con la coppia di piccoli soli rossi, Alcor; il giovane sole Merak, e l’anziana gigante rossa, Dubhe. Ora incontriamo Delta Uma, Megrez  (“la base” [della coda dell’Orsa]). Un giovane sole di luce bianca, 14 volte più luminoso del nostro sole e 1,4 volte più grande, circondato da un anello di polveri e rocce a 2 miliardi di chilometri dal centro della stella. Prossime a Megrez due deboli stelline: presumibilmente due piccoli soli rossi in lenta orbita a 300 miliardi di chilometri dall’astro principale.  A 60 anni luce dalla Terra.

Oggetto del mese.
Marte e Saturno bellissimi in questa prima metà del mese all’osservazione a occhio nudo: una stella di luce ferma, arancio-rossastro, brillantissimo, luminoso quanto Giove che sta tramontando a Ovest, il primo; una stella celestina brillante, proiettata nella costellazione di Ofiuco, il secondo. Il 30 maggio Marte infatti ha raggiunto la massima vicinanza alla Terra, rimarrà ancora per tutta la prima metà di giugno in condizioni molto favorevoli all’osservazione. Il piccolo dischetto ribollente dalle turbolenze della nostra atmosfera, rivelerà i suoi, mai facili, dettagli. Anche con un piccolo telescopio, la calotta polare puntata verso il nostro pianeta sarà ben visibile, le macchie scure di albedo, come la Grande Sirte dalla sua forma triangolare inconfondibile appariranno finalmente nitide. E il 2 giugno anche Saturno avrà raggiunto l’opposizione e sarà alla sua massima grandezza e luminosità, nella prima metà del mese ci mostrerà i suoi meravigliosi anelli alla loro massima risoluzione.

Giorgio Bianciardi
Unione Astrofili Italiani, www.uai.it

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