Nei boschi d’autunno

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L’autunno è la stagione in cui è molto piacevole andar per boschi sia per i bellissimi colori che per i buonissimi frutti che la natura ci regala; fra questi i funghi sono ancora molto presenti anche se è finita l’epoca dei porcini e di altre specie più note. È possibile però continuare a raccogliere ad esempio qualche Leccinum lepidum (chiamato anche porcino d’inverno anche se non appartiene al genere boletus) e sono ancora molto presenti, soprattutto nelle aree più calde, i galletti (Cantharellus cibarius), i lardaioli rossi (Hygrophorus russula) e le famose famigliole o chiodini (Armillaria mellea).

Quest’ultimo è un fungo parassita di tronchi che cresce alla base delle ceppaie, molto apprezzato soprattutto per le conserve sott’olio e deve il suo nome al latino melleus, che significa “colore del miele”. Ha il cappello grande dai 3 ai 5 cm convesso con il margine ondulato se fresco, striato e fessurato se più avanti con la crescita. È rivestito di una pellicina viscida, la carne è soda e il colore è, per l’appunto, color miele fino a colori più rossastri, a seconda della pianta che la ospita.

Le lamelle sono rade, prima biancastre e poi sempre più scure. Il gambo, con carne fibrosa, è molto slanciato e sottile, lungo dai 5 ai 15 cm e su questo si innesta un anello simile a un bracciale (armilla in latino era il bracciale portato per meriti di guerra). È buono solo da cotto mentre da crudo è tossico. Se però ha subìto gelate o se viene congelato fresco e poi cotto, la sua tossicità persiste. Attenzione a non confonderlo con il velenoso Hipholoma fasciculare, che ha le lamelle che da giallo verdastro diventano nere, con un sapore amarissimo, odore acre, un piccolissimo anello sul gambo e il cappello sempre liscio.

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