Natura maestra

Foto de La Scuola nel bosco
testo di Matteo Nardi foto di Giovanni D’Ursi

Imparare dalla natura, nella natura. È il concetto alla base del progetto La scuola nel bosco, promosso dal circolo di Legambiente Parco della Cellulosa di Roma e Legambiente Lazio. Perché siamo spesso troppo legati al concetto di scuola in quanto istituzione per renderci conto che il sistema di insegnamento classico, frontale, insegnante-spiegazione- studente-interrogazione non è l’unico possibile. Il rapido e costante distacco dalla realtà cui sono vittima tutte le nuove generazioni è ormai un dato di fatto e la possibilità di vivere esperienze, emozioni e avventure sempre tramite surrogati sta creando schiere di ragazzi spesso incapaci di vivere la vita con energia, ma soprattutto con gioia e intensità. «Il problema di fondo è che i ragazzi non giocano più con la terra – racconta Tiziana Boccanera, vicepresidente del circolo Parco della Cellulosa di Legambiente – ed è qui che entra in gioco La scuola nel bosco, un progetto didattico ideato per la scuola dell’infanzia di Roma promosso dal circolo e da Legambiente Lazio».foto de La Scuola nel bosco

Il circolo è uno dei più attivi nella capitale e ha organizzato, proprio nel parco, degli orti urbani, una biblioteca con postazioni internet e porta avanti ogni giorno un’intensa attività di educazione ambientale. Proprio grazie a quest’ultima sono stati allacciati ottimi rapporti con una scuola materna comunale del quartiere Casalotti e da questa sinergia nel 2014 è nato il progetto Scuola nel bosco, con una decisione dell’assemblea degli insegnanti, il patrocinio del Municipio e un protocollo d’intesa con Roma Natura. Un’idea semplice quanto importante è alla base di questo modello di didattica attiva: impostare la giornata e le attività all’aperto sul modello delle scuole del Nord Europa utilizzando il Parco della cellulosa di Roma. «Il presupposto fondamentale della Scuola nel bosco – spiega ancora Tiziana, responsabile del progetto – è la consapevolezza dei cambiamenti nello stile di vita dei bambini, delle poche possibilità che hanno di trascorrere del tempo in autonomia all’aria aperta, nonché del bisogno di riportare la scuola verso una didattica attiva, motivando e coinvolgendo le insegnanti della scuola comunale. L’obiettivo è far sì che i ragazzi possano apprendere in un modo diverso da quello tradizionale».

Foto de La scuola nel bosco

I bambini della Scuola nel bosco, infatti, sono guidati in un percorso di apprendimento spontaneo lasciando alla loro curiosità e ai loro sensi la scoperta dei segreti dell’area naturale. Non è soltanto un gioco, ma un’esperienza sensoriale e soprattutto una presa di coscienza dell’ambiente che li circonda. Il progetto prevede quattro percorsi da svolgere con le singole sezioni dell’istituto pilota: il bosco chiaramente fa da filo conduttore a tutte le attività proposte. «In questo momento stiamo portando avanti il progetto completo con una sola classe in modo da poterne valutare accuratamente i risultati prima di estendere la proposta a uno o più istituti – sottolinea Tiziana – Questo primo gruppo di ragazzi frequenta il parco una volta a settimana con un totale di 30 incontri all’anno che si svolgono in orario scolastico, dalle 8 alle 17, al Parco della cellulosa».

Prima di ogni visita al Parco docenti e operatori si incontrano per concordare gli interventi successivi, discutono su esigenze, difficoltà e proposte nate dai bambini, in modo da poter proporre attività adeguate e mirate alle esigenze dei ragazzi. Le attività previste sono articolate intorno a temi chiave. «Uno di questi è stato le stagioni: si è partiti dall’autunno con la ricerca delle noci, per poi scoprire il frutto e realizzare con esso delle barchette – racconta Tiziana – L’osservazione del mondo animale ci ha portato a lavorare sulle tane e i ricoveri, fino alle casette e le mangiatoie per gli insetti. La raccolta del materiale di sottobosco ci ha dato ampia possibilità per fare composizioni ed elaborati. Da febbraio invece abbiamo svolto laboratori dedicati alla crescita delle piante dal seme al trapianto dando vita a un orto-giardino di 200 metri quadri in un’area abbandonata, creando varie aiuole con piante rampicanti come piselli e zucca ma anche fragole, zucchine, piante aromatiche, fino ad una grande aiuola con i fiori».

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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