Monte Barro, a lezione di economia da Andrea Cosentino

TRATTATOdiECONOMIA

Torna anche quest’anno il Festival di Legambiente Lecco, ancora una volta nella cornice del Parco del Monte Barro, a pochi chilometri dalla città. Organizzata e sostenuta dal giovane circolo di Lecco, si comincia giovedì 21 luglio con l’incontro Italo Calvino ambientalista, il 23 si terrà lo spettacolo Trattato di economia di Roberto Castello e Andrea Cosentino. Uno spettacolo nato dall’incontro fra due artisti diversi, un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà. Abbiamo intervistato Andrea Cosentino, da anni autore e attore del teatro di narrazione che rompe e ricompone con il suo sguardo obliquo. Cosentino da tanti anni gira le Festambiente in tutta la Penisola. «Ho partecipato a qualche serata di sostegno a Roma per Legambiente, a progetti che coinvolgevano le scuole. Due volte sono stato a Festambiente Sud dove c’era una rassegna dedicata al teatro civile. Poi a Festambiente Rispescia dove facevamo teatro a impatto zero, nel pomeriggio, in un uliveto. Quest’anno saremo nel Parco del Monte Barro a pochi chilometri da Lecco».

Il tuo impegno con l’associazione esprime una sensibilità ambientalista?
Da un lato c’è quello che definirei un riconoscimento, un’empatia nei confronti dell’associazione. Dall’altro è pur vero che io ho scelto di fare teatro proprio per il desiderio di essere a impatto zero. Una volta smontata la scena infatti non rimangono scorie, non rimane più nulla, è questa la forza e la potenza del teatro. Questo gioco è reso molto bene dallo spettacolo Telemomò, in cui gioco e prendo in giro la televisione. Un lavoro sperimentale di ricerca sul rapporto fra televisione e cultura popolare.

A Festambiente Monte Barro sarai con Roberto Castello e metterete in scena “Trattato di economia”. A una prima occhiata sembra un argomento complesso…
Roberto Castello è un artista e un coreografo importante: abbiamo deciso insieme, con codici e linguaggi differenti, di affrontare la complessità del mondo economico attuale. L’ambizione era di raccontare l’economia dal punto di vista di artisti che vivono ai suoi margini. Affrontando questo lavoro il rischio del moralismo è sempre alto, per questo il nostro sguardo resta sempre sghembo. A questo proposito il sottotitolo “Coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza” la dice lunga. Iniziamo a parlare come dei conferenzieri per poi svelare il gioco: prendere materia così imponente e rovesciarla, raccontando l’assurdità dell’economia. Arrivando a una serie di proposte assurde come quella del denaro biodegradabile. Le trota salmonate divengono i nuovi soldi perché “pecunia no olet”, ma al terzo giorno le trote salmonate puzzano e bisogna disfarsene…

La via d’uscita a tanta assurdità potrebbe essere quella dell’ambientalismo?
Un’economia che rispetti l’ambiente è quasi automaticamente un’economia sana, ma non è un’impresa semplice. La rincorsa al Pil, alla produttività, a un modello di sviluppo che non ci porta da nessuna parte, è qualcosa che ci ha contagiati tutti. E alla fine gioisci perché il Pil è aumentato dello 0,1 %.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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