Mobilità, futuro smart con il Carpooling aziendale

carpooling

Nelle nostre metropoli strette dalla morsa del traffico, arrivare sul posto di lavoro è ogni giorno una sfida. Una sfida contro il tempo, il sudore, lo stress. E anche contro noi stessi mentre cerchiamo di rimanere calmi e di non impazzire alla ricerca di parcheggio in quartieri in cui la quarta fila è una prassi ormai consolidata. Tutto questo stress non può essere però considerato un problema solo dei dipendenti perché le difficoltà di spostamento nelle città del 2016 sono oggettive e devono essere messe in conto come fonte di diminuzione della qualità della vita dei lavoratori, ma anche di peggioramento della produttività aziendale. Per risolvere, o quantomeno arginare il problema, molte aziende, in Italia a e all’estero, si sono rivolte al carpooling aziendale che nel nostro paese è rappresentato da Jojob, servizio fondato nel 2013 da Gerard Albertengo e sviluppato all’interno di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino. Con questo servizio ogni utente, dopo essersi registrato sul sito, ha la possibilità di individuare i potenziali compagni di viaggio e condividere con loro il tragitto casa – lavoro e viceversa. Inoltre, grazie all’applicazione mobile, è possibile quantificare quanta anidride carbonica viene risparmiata con ogni tragitto, permettendo all’autista e ai passeggeri di certificare il tragitto effettuato, e ottenere punti spendibili in sconti.

«Jojob è riuscito a trovare la chiave di volta, il volano per tante aziende, ovvero dare un valore al carpooling affinché le aziende stesse spingano perché i propri dipendenti lo utilizzino – ci racconta Gerard Albertengo, founder di Jojob – Le aziende infatti possono beneficiare dei dati ottenuti dal tragitto dei lavoratori, che non sono stimati ma misurati e possono essere spesi nel bilancio di sostenibilità».
Il sistema è già stato attivato da 73 grandi aziende in Italia e, coinvolgendo 57mila dipendenti, avrebbe permesso nel primo trimestre 2016 di risparmiare 328.590 km e 43,37 t di CO2 (18,9% in più rispetto all’ultimo trimestre del 2015) contribuendo a migliorare l’aria delle metropoli italiane che anno dopo anno continua ad essere irrespirabile. Infatti, secondo il dossier 2016 di Legambiente “Mal’aria di città”, in 90 delle città monitorate dall’associazione nel 2015 ben 48 (il 53%), avrebbero superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Drammatica ad esempio la situazione nelle città di Frosinone, Pavia, Vicenza, Milano e Torino dove i superamenti dei limiti di Pm10 non sono solo una mera questione di rispetto della legge. Gli inquinanti emessi dalle automobili significano prima di tutto effetti sulla salute visto che ogni anno l’inquinamento dell’aria causa oltre 400.000 morti premature nei paesi dell’Unione Europea.
«Purtroppo, al contrario di altri paesi europei, per le aziende italiane non sono ancora previsti ritorni economici diretti dal carpooling né tantomeno incentivi – prosegue Albertengo – In Svizzera ad esempio vengono previsti a livello comunale dei contributi economici diretti. In Italia c’è soltanto una proposta di legge che vorrebbe equiparare il carpooling al trasporto collettivo, come bus o navette, con cui le aziende possono dare contribuiti ai dipendenti senza, quantomeno, doverci pagare sopra le tasse». 
Scegliere di condividere la propria automobile con i colleghi significa prima di tutto fare un regalo alla propria città e ai suoi abitanti permettendo però ai viaggiatori anche di risparmiare.

È stato infatti calcolato che (basandosi sul costo della benzina, dei parcheggi e dei pedaggi) chi sceglie il carpooling aziendale risparmia in media fino a 1.300 euro l’anno. Nel dettaglio chi percorre addirittura 60 km per il tragitto casa-lavoro può risparmiare fino a 2.376 euro l’anno, mentre per chi effettua 45 km ne risparmia 1.782 euro. A seguire, chi percorre 30km al giorno risparmia 1.188 euro, chi ne percorre 15km risparmia 594 euro e infine chi percorre 10km trattiene nel portafoglio ben 396 euro. Ma carpooling significa anche rapporti interpersonali. Viaggiare insieme ha un decisivo risvolto umano e sociale perché percorrere con i colleghi il tragitto, che altrimenti si farebbe da soli nel traffico o alla ricerca di un parcheggio, aiuta a diminuire lo stress, il nervosismo e a migliorare il rapporto con i propri compagni di lavoro. 

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