Miracolo a tavola

TOPINAMBUR-COP

Il mese di marzo è ideale per piantare un ortaggio che può essere di notevole aiuto per il nostro organismo oltre che avere grande adattabilità in cucina: il topinambur (Helianthus tuberosus L), pianta originaria del nord America. Il nome pare derivi da una storpiatura portoghese – i primi che la portarono in Europa agli inizi del ‘600 – del nome di una tribù di nativi americani ma è chiamato nei modi più vari, da “carciofo di Gerusalemme” a “pera di terra”. È facilmente coltivabile poiché ha una grande rusticità, buona produttività e si riproduce facilmente al punto di poter essere quasi considerata infestante. Il fusto si può ergere fino ai 3-4 metri di altezza con steli pelosi che sorreggono foglie a forma di cuore. I fiori sono simili a quelli del girasole, più piccoli e con meno petali.

Per la semina, scegliamo l’angolo meno assolato del nostro orto e piantiamo a 5,10 centimetri di profondità pezzi di tubero con almeno un paio di gemme, direttamente in pieno campo scegliendo un terreno non troppo asfittico. La distanza sulla fila dovrà essere di circa 50 cm, tra le file qualcosa in meno: calcoliamo quindi che dovremo piantare 5 tuberi ogni metro quadrato. Non eccediamo con le innaffiature e i tuberi, anche 3-4 kg per pianta, si raccolgono scavando con delicatezza, quando la pianta sarà seccata (generalmente ad autunno avanzato).

Il sapore è molto delicato e gli usi sono simili a quelli della patata anche se si può anche consumare crudo. Utilissimo nella dieta dei diabetici poiché l’inulina (l’oligosaccaride o zucchero semplice di cui è ricco) ha un potere glicemico molto più basso degli amidi della patata, può anche essere di aiuto per ristabilire la flora batterica intestinale grazie alle sue capacità prebiotiche.

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