Milano soffocata dalle autostrade

Cusago di Sottocopia
Centinaia di cascine distrutte. Oltre 60 chilometri di cemento. Più di un milione di metri quadrati espropriati a contadini e allevatori. A minacciare il Parco agricolo sud di Milano e il Parco del Ticino sono la Tangenziale ovest esterna (Toem) e la Vigevano- Malpensa. La prima, quasi 40 chilometri di autostrada da Melegnano a Magenta. La seconda, 23 chilometri per collegare l’aeroporto di Malpensa a Vigevano. Due superstrade che attraverseranno l’ultimo polmone verde dell’hinterland milanese, facendosi spazio fra castelli, chiese, canali progettati da Leonardo da Vinci e oltre 1.400 cascine. Il colpo di grazia a un territorio già sventrato da Brebemi e Teem, autostrade fallimentari, tanto recenti quanto deserte. Secondo gli ultimi dati uffi ciali di Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), sono 13.000 i traffi ci giornalieri sulla Brebemi, 16.000 quelli sulla Tangenziale est esterna. Cifre ben al di sotto della media nazionale di circa 41.000 accessi.

FONDI STRADALI

«Sono opere inutili e devastanti per il territorio – denuncia Renato Aquilani, presidente dell’Associazione per il Parco sud – Non so in quali salotti siano prese le decisioni ma certamente in luoghi lontani dai cittadini. E questo ci spaventa». Contro il progetto non solo ambientalisti e agricoltori, ma anche 34 sindaci, Parco agricolo sud Milano, Confagricoltura e Città metropolitana (ovvero l’ex Provincia di Milano). Unica la richiesta: eliminare la Toem dal piano regionale della mobilità e dei trasporti, dove nonostante una forte opposizione popolare è stata reinserita a luglio. Più difficile fronteggiare la Vigevano-Malpensa, visto che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha già disposto un finanziamento di 118 milioni di euro. Una scelta su cui l’assessore alle Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia, Alessandro Sorte, contattato da Nuova Ecologia, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione. «Inoltre si dovrà sostenere la Toem con fondi pubblici, come è già successo per la Teem – continua Renato Aquilani – E mentre si spendono i soldi dei cittadini in autostrade che nessuno vuole, viene bocciato il prolungamento della metropolitana nell’hinterland».

18 cascina marcatutto

REGIONE AL CEMENTO

Ma la Lombardia non è certo nuova a opere di cementificazione massiccia. Secondo la quinta edizione del Rapporto sul consumo di suolo, realizzato dall’Istituto nazionale di urbanistica, Legambiente e Politecnico di Milano, si trovano proprio in Lombardia i risultati peggiori, sia a livello regionale (10,9% di suolo consumato) che provinciale (con Monza e Brianza edificate per il 35%). «La colpa è della pubblica amministrazione – commenta Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia – Con la crisi del settore immobiliare negli ultimi anni si è ridotta la spinta edilizia, ma non è diminuito il fascino delle opere infrastrutturali dietro cui si nasconde quello stesso settore pubblico che dice di volere fermare il consumo di suolo». Dati alla mano, mentre gli edifici sono responsabili del 30% del suolo consumato in Italia, oltre il 40% è occupato da strade. Un trend che ha i suoi picchi massimi all’ombra della Madonnina, ma che si riflette in tutta la penisola, dove secondo il Rapporto sul consumo di suolo, sono ormai cementificati 21mila chilometri quadrati di territorio. In altre parole, ogni giorno in Italia scompare una superficie pari a 55 campi da calcio, quasi sette metri quadrati al secondo.

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TERRE SPEZZATE

Cementificazione che significa anche espropri. Nel caso della Vigevano-Malpensa si parla di un milione e 280.000 metri quadrati tolti ad agricoltori e allevatori. «Non so se ce la farei a resistere alla distruzione dell’unico territorio agricolo rimasto a Milano. E se ciò accadesse, non saprei dove andare», racconta Renata Lovati, che ama definirsi contadina. Lavora da più di 35 anni nella cascina Isola Maria ad Albairate, piccolo centro di quasi cinquemila abitanti che sarà letteralmente circondato sia dalla Toem che dalla Vigevano- Malpensa. «Il paradosso è che le nostre aziende agricole sono solide economicamente: abbiamo lavorato tanto nei mesi di Expo e in generale il numero di clienti sta crescendo – continua – Queste superstrade distruggeranno un settore che funziona e che sarebbe potuto essere una risorsa per Milano ». Arterie che divideranno in due i terreni, obbligando i contadini a mettersi in macchina per raggiungere l’altra metà del proprio appezzamento, al di là della nuova superstrada. «Oltre a demolire un centinaio di aziende, la Vigevano-Malpensa creerà gravi danni ambientali mettendo a rischio il sistema di irrigazione di fontanili e rogge, impoverendo il suolo e portando in quest’area agricola inquinamento e traffico. In Regione credono che nuove strade significhino nuova ricchezza – conclude la contadina di Albairate – Ma a noi agricoltori non è ancora chiaro nelle mani di chi vada a finire, questa ricchezza».

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