Microgenerazione, la via italiana

foto di totem_pannelli

Il futuro è micro. Anche nella microcogenerazione, la produzione combinata ed efficiente di elettricità e calore, realizzata in un impianto di cogenerazione di taglia inferiore a 50 kW elettrici. La microcogenerazione viene spesso identificata dalla sigla inglese microCHP, acronimo di micro combined heating and power. La configurazione più comune di un microcogeneratore consiste nell’abbinamento tra un motore a combustione interna alimentato a gas, la cui energia meccanica viene trasformata in energia elettrica, e un sistema di recupero del calore di scarto per la produzione di energia termica. Una delle aziende italiane più interessanti attive in questo comparto innovativo è la torinese Asja Ambiente italia. Dal 2013 il Gruppo Asja sviluppa e produce microcogeneratori ad alta efficienza ideati per soddisfare la contemporanea necessità di energia elettrica e calore, attraverso un unico combustibile.

Per dare il giusto spazio alla progettazione e produzione del suo prodotto di punta, a giugno 2014, Asja ha perciò inaugurato un nuovo stabilimento a Rivoli (To), proprio accanto alla sua sede uffici: 2.100 mq di tecnologia e innovazione destinati ai microcogeneratori della linea Totem. Il nuovo polo produttivo, con una capacità di 600 macchine l’anno, è stato pensato secondo i principi di massima efficienza: nelle cabine di prova, ad esempio, l’energia prodotta dai microcogeneratori viene totalmente recuperata e riutilizzata per il riscaldamento e raffrescamento dello stabilimento e per dare energia elettrica alle postazioni di lavoro. Un impianto fotovoltaico da 350 kW ed un impianto cogenerativo ad oli vegetali da 1 MW forniscono inoltre l’ulteriore energia termica ed elettrica necessaria. «La nuova rivoluzione, ne siamo convinti, sta nella generazione distribuita – spiega Agostino Re Rebaudendo, presidente di Asja Ambiente Italia – Abbiamo bisogno di energia e abbiamo bisogno di produrla in maniera efficiente, intelligente, efficace: la generazione distribuita soddisfa queste esigenze. Il modello delle centrali di potenza e delle grandi reti di trasmissione non può più essere considerato come l’unico paradigma possibile». Questo modello innovativo, peraltro, trae le proprie origini dal passato: erede diretto del primo microcogeneratore al mondo concepito negli anni ’70 nel Centro ricerche Fiat, era già allora un dispositivo che garantiva un significativo risparmio di energia primaria rispetto alla produzione di calore ed elettricità con impianti separati. Nella sua prima versione il Totem era una macchina da 15 kW elettrici che trasformava il combustibile in energia e calore con un’efficienza di circa il 90% ed aveva riscosso un discreto successo nel settore ospedaliero e alberghiero, soprattutto in Olanda e Germania. Ciò nonostante, nel 1982, la Fiat cedette il brevetto.

A ottobre 2014, in occasione della fiera Smart Energy, il gruppo Asja ha lanciato il nuovo Totem rimanendo fedele all’eccellenza italiana in campo automotive. Il team R&D del gruppo Asja impegnato nello sviluppo di questa nuova macchina, ha infatti scelto, per le taglie da 10 e 20 kW elettrici, di adottare i propulsori di Fiat Chrysler Automobiles che equipaggiano la 500 e la Panda, e per il 30 e 45 kW quelli di Fpt Industrial, che equipaggiano l’Iveco Daily e il Ducato; per i controlli elettronici e la centralina di controllo motore è stata invece scelta l’eccellenza di Magneti Marelli. Tali tecnologie sono sviluppate per soddisfare i limiti di emissione Euro6/Euro VI e al 5% O2 garantiscono al Totem emissioni inferiori a quelle di una tradizionale caldaia a condensazione (CO < 10 mg/Nm3 e NOx < 10 mg/Nm3), vantando un primato assoluto nelle categorie di riferimento. «I 600 mila impianti fotovoltaici che sono entrati in esercizio in questi anni – chiarisce Re Rebaudengo – dimostrano che è possibile un’alternativa, che il concetto di autoproduzione può funzionare, anzi può essere vincente. La microcogenerazione sintetizza in una sola macchina la produzione in loco di elettricità e calore, con rendimenti molto elevati e risparmi sulla bolletta nell’ordine del 40 per cento». Totem si integra nei sistemi Smart Building: le città intelligenti del futuro prossimo avranno infatti bisogno di sistemi efficienti e smart in grado di ottimizzare il consumo di risorse.

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