Mappa dell’Italia che innova

BariPromossa la mobilità e la pianificazione, con Bari come punto di eccellenza, ma ancora troppo bassa la vivibilità urbana dei centri italiani. Sono questi i voti dati dall’Associazione dei comuni italiani (Anci a Ecomondo 2015. Online su Italian Smart Cities la mappa dell’Italia più innovativa e delle città che invece non investono su ambiente e innovazione.

Classificati dall’Anci 3 miliardi e mezzo di finanziamenti pubblici degli ultimi quattro anni, per creare una rete di città “intelligenti” protagoniste di una piattaforma web che mostra eccellenze e ritardi del Belpaese. Una mappatura che riguarda oltre 15 milioni di italiani, coinvolti soprattutto in progetti legati a pianificazione e mobilità. Città con meno traffico e più piste ciclabili, quindi, ma dove si da ancora poco spazio alla qualità della vita e all’ambiente, quest’ultimo destinatario di un quarto degli investimenti dedicati alla pianificazione urbana.

Nel dettaglio, Bari è la città che spende più denaro pubblico in progetti innovativi: quasi 800mila euro, sette volte più di Milano e diciannove volte la cifra investita da Roma. Cifre alla mano, però, è il capoluogo lombardo a scalzare la città pugliese per numero di progetti attivi (81 contro i 50 baresi) capaci di concentrare investimenti tecnologici e buone pratiche. Seguono Torino (78 idee “smart”) e i 50 progetti attivi su Bari, Genova e Padova.

Scuole a impatto zero, certificati online e applicazioni per aiutare a fare la raccolta differenziata: una rivoluzione “intelligente” che però coinvolge solo 150 città, per un settore pubblico che ancora fatica a mostrare la sua anima verde. Attento ai progetti green, invece, il mondo delle imprese dove, secondo il report della Fondazione per lo sviluppo sostenibile presentato sempre a Ecomondo, una azienda su due ha fatto dell’ambiente un business.

I PROGETTI PIU’ FINANZIATI

Tante le informazioni presenti, e ancor di più ne saranno inserite, visto che “Italian Smart Cities” è una piattaforma open data e partecipativa, dove ogni città potrà registrarsi e condividere la sua onda “intelligente”. Ma è una mappa, quella dell’Anci, che disegna anche un Paese a più velocità. Grandi ritardi non solo nei piccoli comuni e nel centro, ma anche nelle isole, che da sole raggiungono appena una settantina di best practice. In l’Emilia Romagna, invece, il maggior numero di interventi: oltre 200 i progetti emiliani contro i 14 dell’Abruzzo e i 27 delle Marche. Obiettivo della piattaforma è condividere in rete le idee che funzionano, per creare modelli che possano essere copiati dalle città ancora in ritardo. “Abbiamo bisogno di aumentare le dimensioni e la qualità dei progetti per renderli capaci di incidere realmente sul miglioramento della vita dei cittadini”, commenta il presidente Osservatorio ANCI Smart City Francesco Profumo, sottolineando come sia evidente la necessità di “mettere a sistema e qualificare le tante iniziative di innovazione urbana che stanno emergendo”. Un’onda tecnologica da seguire, quindi, per ridare l’Italia, attraverso il web, in mano alle “smart cities“, le comunità intelligenti.

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