Malacque di ritorno

21È passato giusto un anno da “Scarichi fuorilegge”, l’inchiesta di copertina di Nuova Ecologia che puntava l’indice in particolare su una delle province più martoriate dalla maladepurazione, quella di Barletta, Andria e Trani (Bat). A livello nazionale il miglioramento è stato purtroppo risibile. La campagna Goletta Verde di Legambiente segnala 124 campioni inquinati sui 264 prelevati presso foci di fiumi, canali e scarichi sospetti. Nel 2013 il dato era stato di poco superiore: 130 su 263. Dodici mesi dopo, però, si nota qualche miglioramento almeno nel territorio che avevamo esaminato più da vicino. La scorsa estate, infatti, Arpa Puglia, Polizia provinciale e Corpo forestale dello Stato hanno siglato un protocollo d’intesa per intensificare i controlli sulle imprese olearie negli agglomerati urbani di Andria e Barletta in vista del periodo della molitura delle olive, in autunno. «Gli operatori visionati sono risultati in regola, non sono state individuate condizioni anomale – afferma il dirigente delsettore ambiente della Provincia, Vito Bruno – L’attività coordinata con Acquedotto Pugliese e Corpo forestale è stata realizzata proprio con finalità di prevenzione». Un primo importante risultato è stato raggiunto: l’Acquedotto Pugliese rende noto che, a partire dal 2 dicembre 2014, non ci sono state più segnalazioni di arrivi di acque di vegetazione all’impianto di depurazione di Andria, mentre nel 2013 il fenomeno si era protratto fino a gennaio e nel 2012 addirittura fino a marzo. Alcuni frantoi, infatti, sversavano direttamente in fogna, mentre avrebbero dovuto seguire la procedura ordinaria: lo smaltimento delle acque di molitura delle olive direttamente sui terreni. Da un lato la prevenzione, dall’altro gli interventi strutturali. Il 3 febbraio dell’anno scorso la Regione Puglia ha stanziato 15 milioni di euro di fondi Cipe, per l’adeguamento di cinque depuratori, fra cui proprio quelli dei tre capoluoghi della Bat. Nelle prossime settimane partiranno i lavori: una buona notizia per uno dei tratti più inquinati del mar Adriatico. L’impianto di depurazione di Andria, sottodimensionato rispetto a uno dei territori più estesi della regione Puglia, ha ricevuto 5 milioni di euro, necessari per passare da 130 a 149mila abitanti equivalenti e raggiungere i livelli stabiliti dal piano regionale per la tutela delle acque. Stesso obiettivo per il depuratore di Barletta, che passerà dagli attuali 92mila a 129mila abitanti equivalenti. Importo dei lavori: 3milioni e 700.000 euro, a cui si aggiungono 900.000 euro per la condotta sottocicciarellimarina che consentirà di scaricare i reflui trattati al largo e non lungo la costa come accade ora. Non a caso proprio a Barletta Goletta Verde registra due punti fortemente inquinati, uno sul lungomare di ponente, l’altro alla foce del Ciappetta-Camaggio, canale in cui scorrono i reflui depurati dall’impianto di Andria. Piùdifficile la situazione del depuratore di Trani, città più volte balzata agli onori della cronaca per i suoi annosi problemi ambientali. L’appalto è stato già aggiudicato a febbraio per un importo complessivo di 7 milioni di euro, ma i lavori richiederanno più tempo rispetto ai 360 giorni previsti per Andria e Barletta. Il depuratore di Trani è infatti sotto sequestro dal 28 agosto 2013, perché sversava a mare reflui trattati male o non trattati affatto. «A seguito dell’inchiesta di Nuova Ecologia di un anno fa, il potenziamento dei depuratori – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – è un primo importante passo ma occorre rafforzare il monitoraggio degli scarichi abusivi a mare e di tutti quegli scarichi anomali che creano criticità sui depuratori. È opportuno altresì cominciare a valutare seriamente il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. Noi – promette Tarantini – continueremo a vigilare e a informare i cittadini sullo stato di salute del mare attraverso la prossima campagna di Goletta Verde che vedrà l’elaborazione del nuovo dossier sulla depurazione in Puglia».  (Nicola Cicciarelli)

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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