Maiorca, coraggio e civiltà

maiorca

di PAOLO TUTTOILMONDO *

Enzo Maiorca aveva una faccia di pietra antica scavata dal vento e dal sale e in quella faccia era incastonato uno sguardo di zaffiro con cui sapeva guardare oltre la linea dell’orizzonte. Enzo Maiorca era quella faccia. Era il silenzio che lo accompagnava nelle interminabili discese negli abissi, con cui ha dato lustro alla nostra città nel mondo.

Enzo Maiorca era un marinaio. Non sappiamo se il mare fosse per lui, come per gli eroi romantici dei libri di Conrad e di Melville, il luogo verso il quale levare le vele in cerca della propria redenzione. Sappiamo per certo che il mare è stato per lui un luogo – fisico e dell’anima – da amare e da difendere. Il modo più efficace con cui lo ha fatto è stato quello di raccontarlo. Ci riusciva in modo impareggiabile, restituendo con parole che scolpivano immagini vividissime le mille sfumature del blu delle acque, il giallo ocra dei campi che degradano verso la costa, il bianco delle vele che a largo punteggiano l’azzurro confondendosi con la spuma delle onde.

Nelle sue parole ritrovavi il senso profondo del tempo e dello spazio; della differenza che distingue un luogo da un ammasso di terra, un litorale costiero, con la sua morfologia plasmata nei millenni, dall’architettura fasulla di un albergo; gli antichi bastioni di una fortificazione greca da un volgare centro commerciale.

Enzo Maiorca ha avuto il coraggio civile delle battaglie per la tutela dell’ambiente. Ci piace ricordarlo quando salì a bordo della Goletta Verde di Legambiente per difendere Punta Asparano dalla costruzione di un villaggio turistico. Una battaglia non facile, quella, impopolare e controcorrente nei giorni in cui (era il 2002) si ipotecava il futuro di Siracusa disegnando a misura degli speculatori un piano regolatore infame. Una battaglia che perdemmo ma che valse la pena condurre perché con essa furono gettati i semi che, dopo alcuni anni, sbocciarono nella lotta a difesa della “Pillirina” e nell’approvazione in Consiglio Comunale delle “varianti della bellezza” per la salvaguardia delle coste e della Balza dell’Epipoli. Il suo contributo nell’ispirare una nuova stagione di impegno civile in difesa della bellezza e dell’ambiente fu decisivo. Senza di lui non ci sarebbe stata Sos Siracusa, il coordinamento di associazioni e cittadini protagonista negli ultimi anni della difesa del territorio e del paesaggio, e non sarebbe stato possibile trasformare la difesa degli ultimi tratti di costa incontaminati di Siracusa – la “Pillirina”, “Sole d’Ognina” – in una battaglia popolare e vincente. Qualche anno prima il suo impegno era stato importantissimo per l’istituzione e per la promozione dell’Area marina protetta del Plemmirio, di cui in seguito divenne instancabile testimonial.

L’amore per la propria città non si limitò a esprimerlo nell’instancabile opera di tutela del mare e della costa. Seppe fare sentire forte la sua voce anche contro la speculazione edilizia che avanzava travolgendo le aree più pregiate della città. Difese il piano paesaggistico e l’istituzione del parco archeologico della Neapolis, si batté per l’autonomia e l’indipendenza degli organi istituzionali preposti a tutela del patrimonio archeologico dalle sempre più invadenti ingerenze della politica e degli speculatori.

Per questi e per tanti altri motivi ci mancherà. Nell’abbracciare tutti suoi familiari ed esprimergli i nostri più sinceri sentimenti di cordoglio, facciamo nostra la proposta avanzata in queste ore di rendergli il giusto omaggio attraverso l’istituzione della riserva di Capo Murro di Porco e della Penisola della Maddalena, a cui ha dedicato gli ultimi anni della sua vita e di intitolarla a suo nome.

* Legambiente Sicilia

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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