Se l’orso dorme poco

Il letargo dell’animale, monitorato dall’università di Udine, è durato soltanto 48 giorni. A risvegliarlo,  la temperatura sopra la media sulle Alpi

orso

È durato appena 48 giorni, dal 31 dicembre al 17 febbraio, il letargo di Francesco: un orso che vive in Carnia, nel Friuli, sulle montagne fra Preone, Socchieve e Verzegnis. A risvegliare l’animale dal sonno, l’inusuale risalita delle temperature, accompagnata da un clima umido.

Una finta primavera, con i suoi 17 gradi, l’ha convinto ad abbandonare la sua calda tana, certo fosse giunto il momento del risveglio. In realtà questo calore improvviso cederà il passo a una discesa dei gradi, che nelle prossime settimane dovrebbero tornare negli “standard”. Ma per Francesco non ci sarà modo di riprendere il sonno.

Il plantigrade – 9 anni per 189 kg – è monitorato dal dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’università di Udine tramite un collare satellitare, che ha permesso ai ricercatori di accorgersi del suo risveglio anticipato. Le conseguenze di questo risveglio prima del tempo non sono facilmente prevedibili: uno dei fattori determinanti è quanto l’orso sia riuscito a mangiare prima del letargo anche se, secondo gli esperti, data l’assenza di neve dovrebbe essersi nutrito a sufficienza.

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