Lng Valtellina, una buona pratica

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Ad attendermi al treno a Tirano, sulla punta estrema del lago di Como, che punta a nord in direzione del passo del Maloja e della Svizzera e a est con la Valtellina, sono Tito Bandelli e Matteo De Campo, rispettivamente responsabile del progetto LNG Valtellina Logistica Sostenibile e amministratore delegato della Maganetti, la più importante società di logistica e trasporti della Valtellina. Riconoscibili, sono a bordo di una Tesla S, tutta elettrica. Andiamo a vedere uno dei primi impianti, ce ne sono 6 in tutta Italia, di rifornimento di GNL (gas naturale liquefatto), l’unico in self service aperto 24 ore, per tutti i camion dotati di serbatoi criogenici, cioè a temperatura molto bassa, -140 gradi. Perché? Il metano raffreddato allo stato liquido permette essere contenuto con volumi 3 volte inferiori ai serbatoi del GNC ( Gas Naturale Compresso ) a 220 bar, a pressioni molto più basse (8 bar): i nuovi camion che la Maganetti ha appena acquisito, a doppio serbatoio, con un pieno viaggiano per 1.400 chilometri. A metano, molto meno inquinante del gasolio a normativa Euro 6 (vedi http://www.progettolng.com).

“Nel prossimo futuro, a biometano. – promette Matteo De Campo – Stiamo stringendo accordi e alleanze con gli agricoltori della Valtellina per trattare le deiezioni animali e altri scarti agroalimentari e produrre una sufficiente quantità di biogas, separare il biometano e raffreddarlo sino a liquefarlo.” Un sistema territoriale capace di fare economia circolare e produrre energie rinnovabili. Guardare lontano, innovare, orientarsi alla sostenibilità, in quelle valli delle Alpi da sempre crocevia e transito di popoli e nazioni, che hanno da secoli fare di difficoltà storiche e limitazioni naturali, civiltà e virtù.

Ma prima ancora di affrontare le caratteristiche della loro sfida tecnologica e ambientale, mi presentano un loro amico, Jonatan Fendoni (https://www.facebook.com/ortotellinum/), valtellinese, viticoltore, bracciante in svizzera, laureato in scienze naturali a Milano. Insieme alla compagna e a un gruppo di amici , con le braccia e col cuore, sta rivitalizzando vecchi vitigni della valle, recuperando sementi tradizionali abbandonate. Coltiva un sogno: trovare un nuovo connubio tra tecniche agricole tradizionali e saperi di oggi, per tornare a produrre vini e alimenti di qualità della terra dei suoi avi. “Tanti, come me, vorrebbero tornare a lavorare sui vecchi terrazzamenti, in antichi forni e mulini che ancora disseminano la Valtellina. Ma non per fare agricoltura di sfruttamento e di profitto.” Ma cosa accomuna il viticoltore e l’impresa di autotrasporto? Oltre ad una sincera amicizia, l’amore per un territorio e i saperi di un popolo: oltre ai camion a metano e il futuro a biometano, lo scuolabus, la colonnina di ricarica per la trazione elettrica, il noleggio delle bici muscolari ed elettriche, la Maganetti cerca alleanze per recuperare vigneti. Come? Ancora non lo sanno, ma hanno già in comune desideri e sogni. Legambiente è con loro, come si vedrà.

Torniamo, con Tito Bandelli, all’impianto di gas liquefatto e ai nuovi camion giunti per fare il pieno: i camionisti sono sempre impazienti, e Tito si sostituisce a loro alla colonnina elettronico di attivazione, alla maschere e guanti di protezione criogenica, alla messa a terra, all’erogatore del metano che si copre di brina (il vapore d’acqua presente nell’aria) appena inizia a passare metano. Un pulsante di sicurezza sulla colonna di erogazione è la garanzia di una presenza umana di controllo: il segnale acustico scatta ogni 30 secondi. Segna il tempo: in 3 minuti il pieno dei due grandi serbatoi è fatto e il camion è pronto per un viaggio da 1.400 Km, tutto lo stivale. In velocità e sicurezza meglio di un erogatore di gasolio autostradale.

Il metano liquido, per ora, non si trova in Italia, a Colico arriva da Marsiglia o da Barcellona. Lo storico terminale di La Spezia della Snam non ha spazio per ospitare di ricarica dei serbatoi che via camion lo potrebbero distribuire alle 6 (per ora) stazioni di rifornimento italiane. In futuro speriamo non sia più così. A Colico come, ad esempio, nei porti italiani. Immaginiamo anche navi e traghetti alimentati a metano e biometano al posto dell’olio combustibile: molto meno inquinamento nelle vicinanze dei porti, la fine degli sversamenti nei mari, nella laguna di Venezia, nei grandi laghi. Una mobilità a (quasi) zero emissioni è dunque possibile.

Segreteria nazionale Legambiente, socio fondatore, responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007), Viaggiare leggeri (2008), Green Life, (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org
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