L’ipocrisia dell’Euro 5 diesel

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È ufficiale, dal 2 marzo scorso. Con la pubblicazione del rapporto sul sito del ministero dei Trasporti, alcuni modelli auto tra i più diffusi Dacia, Fiat, Ford e Renault (tutti diesel Euro 5) inquinano anche due o tre volte più del consentito (i limiti alle emissioni di ossidi d’azoto per gli Euro 5 diesel sono pari a 180 mg a chilometro, indicati nella linea trattegiata dei grafici che pubblichiamo qui sopra).

Dalle prove ufficiali (il rapporto si può scaricare http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/emissioni-pubblicato-report-finale) ne escono male la Dacia Sandero, la Ford Focus, le Renault New laguna e Clio e tutti i modelli trovati del gruppo Fiat: la Panda (1,3), l’Alfa Romeo Giulietta (1,6 e 2,0), la Doblò (1,3), la Cherokee (2,0) e la 500L. Ne escono bene, dalle verifiche durate mesi e condotte dall’Istituto motori del Cnr per conto del ministero deiTrasporti, BMW, Opel e Mercedes (salvo Classe E). Appena sopra il limite la VW Tiguan.

Svelato dunque l’inganno per il consumatore, che crede di acquistare veicoli poco inquinanti, come risultano dalle prove “a freddo”, e dei polmoni dei cittadini che si ammalano e muoiono di smog.

Ma la preoccupazione del governo sembra ben altra, ovvero quella di difendere la Fiat. Così conclude ufficialmente il ministero sulle pagine del sito web: “Sulla base dei test non è stata riscontrata la presenza di dispositivi di manipolazione non consentiti dalla legislazione sulle emissioni inquinanti vigente nell’UE. Dispositivi cui la Volkswagen ha ammesso di aver fatto ricorso nei propri modelli”. A differenza dei tedeschi, la Fiat infatti non ha ammesso la presenza di sistemi software che ingannano i controlli, e quindi, pur inquinando, non è perseguibile dal Governo italiano. Come dire: abbiamo accertato che la Fiat inquina, ma non trovando meccanismi di manipolazione – e non confessando la stessa Fiat di usarli – non è colpevole. Non solo. “I 18 veicoli – si legge sempre nella nota del ministero dei Trasporti – hanno fatto registrare livelli di emissione compatibili con i dati di omologazione e quindi `in regola´ con la vigente normativa di riferimento”. L’imbarazzo del ministero, che usa testualmente le virgolette quando scrive “in regola”,  traspare con evidenza anche in un passaggio successivo: “È differente, come evidenziato anche negli altri report europei, il comportamento reale e su strada dei veicoli, ancorché secondo modalità oggi considerate a norma. Evidenza già emersa da tempo e che verrà affrontata con il nuovo ciclo di prova da settembre 2017, in laboratorio e su strada, adottato dai ministri europei, con il convinto supporto del Governo italiano”.

Nei grafici che pubblichiamo, tratti dal Rapporto Cnr – Ministero, si confrontano le emissioni “a freddo” riscontrate nei cicli di prova (NEDC) in vigore in officina (durata 20 minuti) e le emissioni “a caldo” quando il motore rimane acceso per più tempo o su strada (alla velocità massima di 70 Km/h, da cui NEDC 70). I dati, finalmente pubblici, si commentano da soli.

Segreteria nazionale Legambiente, socio fondatore, responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007), Viaggiare leggeri (2008), Green Life, (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org
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