L’impatto del cambiamento

A colloquio con Bart Houlahan, fondatore dell’associazione americana B Lab

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Questo movimento si può riassumere in uno slogan: far diventare gli imprenditori, che sanno di essere una parte del problema, parte della soluzione, per affrontare insieme l’enorme sfida ambientale che abbiamo di fronte a noi». Bart Houlahan è uno dei “padri” delle benefit corporation. La formula di Houlahan non “rivoluziona” le basi del modello tradizionale di business (“ogni azienda deve mantenere l’obiettivo del fatturato”) ma chiede agli imprenditori di seguire altissimi standard ambientali e sociali, dall’uso di energie rinnovabili al rispetto dei lavoratori: 200 scelte concrete da fare (vedi box a pag. 28) che danno vita all’indice messo a punto dalla BLab, l’organizzazione no profit americana fondata da Houlahan insieme a Jay Coen Gilbert e Andrew Kassoy, tutti e tre con un importante passato da manager alle spalle.

Perché ha sentito la necessità di creare le B corp?
Per invertire il paradigma che vede le aziende preoccuparsi esclusivamente dei loro azionisti. Serviva mettere in pratica quello di cui molti imprenditori erano già consapevoli: per avere un futuro sostenibile, si deve avere a cuore non soltanto il portafoglio ma i valori di tutta la società. Il profitto non è certo un aspetto che un’azienda può permettersi di ignorare… Le certificazioni B corp non sono un decalogo su come agire in modo sostenibile ma dei consigli per imparare a fare affari. Ci sono tonnellate di report che mostrano come, a lungo termine, le aziende con pratiche sostenibili riescono ad aumentare i loro guadagni, attirando lavoratori con più alte competenze e contando sulla fidelizzazione dei clienti. Diventare una B corp non significa essere altruisti ma scegliere un modello d’affari conveniente.

Anche in Italia le B corp crescono. Da che cosa può dipendere?
Sentire un rapporto con la propria terra è estremamente importante ed è uno degli aspetti necessari per diventare B corp. Questa è la formula che abbiamo trovato in molti imprenditori italiani. L’Italia è il paese al mondo dove il numero di aziende B corp sta crescendo in maniera più rapida. Vi sono incredibilmente grato per il vostro esempio.

Come immagina questo movimento fra dieci anni?
Spero che saremo riusciti a modificare la forma mentis del mondo del business. Oggi un’azienda è considerata “di successo” se ha un grande guadagno. Nei prossimi dieci anni mi piacerebbe sia considerato non solo il profitto di un’impresa ma anche il suo impatto su lavoratori e ambiente. Non vogliamo essere degli outsider ma lanciare un modello interessante per tutti. Tempo una generazione e ogni azienda dovrà rendere conto non solo ai propri azionisti per i profitti che genera ma all’intera società, per il suo impatto ambientale e sociale.

Un consiglio per i giovani imprenditori italiani?
La nuova generazione di imprenditori non ha bisogno di consigli: conoscono già l’esistenza di un’alternativa al puro guadagno. Anche i leader non possono più ignorarci. Agire per il clima e ridurre le disuguaglianze sono gli obiettivi principali del millennio: non ci resta che metterli in pratica.

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