L’ideologia dello sterminio

Dai firman, i massacri per editto subiti nei secoli, al piano feroce dello Stato Islamico

ragazzo yazida a Ba'adre sfondo campo profughi«Non dobbiamo stupirci di quello che è successo a noi yazidi. Il genocidio fa parte integrante dell’ideologia dell’Isis». Ali Khalef era a Sinjar quando l’orda dello Stato Islamico si è abbattuta sulla sua comunità. Si è salvato e ha messo da parte gli studi per lavorare con Yazda, una ong che cerca di aiutare gli sfollati yazidi nel Kurdistan iracheno. L’Isis ha compiuto massacri indiscriminati ovunque, ma per Ali ciò che è successo nei luoghi dove è nato non ha paragoni.

«Hanno ucciso famiglie intere, spazzato via ogni abitante dai nostri villaggi. Questa è una storia del tutto diversa». La parola genocidio è entrata da poco nel vocabolario degli yazidi. Loro ne usano un’altra: firman. Significa editto, ordine. E racconta da sola la storia dei massacri subiti per secoli da questa strana minoranza religiosa che adora Melek Tawus, l’angelo pavone. Gli editti sono quelli emanati dagli Ottomani o dalla Persia e non sono altro che la licenza di sterminare impunemente garantita agli sgherri del pascià o del sultano di turno. Di firman gli yazidi ne contano più di settanta. Ma questo è stato diverso. «Prendono i bambini, li indottrinano e li addestrano a combattere. Non solo. Dicono loro che hanno ucciso tutti gli yazidi, per tagliare ogni ponte». L’Isis non vuole solo uccidere le persone, «vuole dissolvere i legami comunitari per cancellarci del tutto».

[twitter-timeline id= username=]
Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *