Liberiamo i cani dall’ergastolo

CANILE MUNICIPALE

Tutelare il benessere degli animali e le tasche dei cittadini è un dovere», dice Michele Anzaldi, giornalista e deputato per il Partito democratico, che lo scorso 14 gennaio ha scritto una lettera indirizzata a Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute, nella quale avanza alcune proposte per attivare un’azione coordinata fra governo, Comuni e associazioni che giunga a una soluzione del fenomeno randagismo.

Che cosa impedisce una piena applicazione della legge 281/91?
Certamente serve un piano di lavoro condiviso da tutte le istituzioni, ma è fondamentale ricominciare a fare una corretta informazione sulle sterilizzazioni. Le associazioni ambientaliste hanno sensibilizzato fin troppo la società civile sulle questioni ambientali e animaliste. Fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile parlare di sterilizzazioni e se adesso, sia io che Legambiente, lo stiamo facendo è già un passo enorme. È un errore condannare le sterilizzazioni, soprattutto se si parla di animali d’affezione, che quindi hanno perso le necessità che avrebbero nella vita selvatica.

Michele Anzaldi
Michele Anzaldi

Oltre alla sensibilizzazione dei cittadini, cosa andrebbe fatto?
Bisognerebbe pensare a un sistema di tassazione per chi decide di non sterilizzare il proprio animale. È una scelta, ma una scelta che deve essere responsabile e prevedere delle conseguenze. E poi far sì che anche le Asl facilitino questa scelta garantendo un servizio di sterilizzazione gratuita. Magari anche pensando a una richiesta di rimborso da inoltrare direttamente al ministero della Salute.

Quali sono i prossimi passi percorribili?
Le sterilizzazioni gratuite e la tassazione per chi decide di non applicarle, non sono obiettivi irrealizzabili. La scelta di Legambiente, come associazione ambientalista, di parlare di sterilizzazioni è molto coraggiosa. Mi piacerebbe che si riuscisse a far arrivare il “decalogo” in Parlamento per metter subito in pratica il tavolo di lavoro condiviso auspicato.

Quando si parla di randagismo si parla di grandi cifre ma anche di sofferenza.
Non è accettabile un’organizzazione che regola questo sistema di canili, e che i cittadini debbano pagare per questa tortura, per la sofferenza degli animali. Si tratta di un vero e proprio ergastolo. Inoltre, non va dimenticato che gli animali non hanno la possibilità di occupare il tempo con compagni di cella: i cani vivono il loro ergastolo soli, suppliscono la solitudine con udito e fiuto. E non augurerei a nessuno di vivere la quotidianità dei rumori e degli odori di tanti canili.

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