Le tappe del nucleare in Italia

scorie

1963    La centrale di Latina è la prima attiva in Italia e, all’epoca, la più grande d’Europa.

1964    Le centrali “Garigliano” di Sessa Aurunca (Caserta) ed “Enrico Fermi” di Trino (Vercelli) iniziano la produzione di energia elettrica.

1970    Nascono l’impianto Itrec di Trisaia di Rotondella (Matera) ed EUREX di Saluggia (Vercelli) per la ricerca sul riprocessamento dei combustibili nucleari.

1973    Entra in funzione l’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (Alessandria), che produce combustibile per le centrali in Italia e per l’estero.

1981    La centrale di Caorso (Piacenza), di seconda generazione, è l’ultima a entrare in funzione.

1987    Un referendum mette fine alla produzione di energia nucleare nel nostro paese.

1990    Il Cipe delibera la messa in custodia degli impianti nucleari.

1999    Il Gruppo di lavoro della Protezione civile sui rifiuti radioattivi individua la destinazione delle scorie in un deposito nazionale, è il primo documento ufficiale a trattare l’argomento.
Nello stesso anno è costituita Sogin, Società per la gestione degli impianti nucleari.

2003    Il governo Berlusconi decide di localizzare il deposito a Scanzano Ionico (Matera) ma le manifestazioni di dissenso, dal 13 al 27 novembre, portano al ritiro del progetto.
Si stabilisce che entro un anno si troverà un sito idoneo e si introducono misure di compensazione economica per i territori in cui si trovano gli impianti, fino al loro definitivo smantellamento.

2008    Il ministro dello Sviluppo economico Bersani stabilisce una serie di azioni dirette a individuare il sito, con il coinvolgimento delle amministrazioni e comunità locali.

2010    Il governo Berlusconi indica Sogin quale soggetto titolare per la realizzazione del deposito nazionale. Entro sei mesi dovrà pubblicare un progetto preliminare e la Carta nazionale delle aree idonee.

2011    Un secondo referendum conferma la contrarietà degli italiani al rilancio del nucleare.

2014    A marzo l’Italia recepisce la direttiva comunitaria del 2011 sui rifiuti radioattivi. Gli Stati membri devono trasmettere alla Commissione Ue, entro il 23 agosto 2015, il programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi.
A giugno Ispra pubblica le linee guida per l’individuazione delle aree idonee.

2015    Il 2 gennaio Sogin trasmette a Ispra la proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi).

Il 31 marzo il ministro dello Sviluppo economico Guidi informa che il programma nazionale è in corso di predisposizione, ma, tenendo conto che il programma dovrà essere sottoposto alla valutazione ambientale strategica, la scadenza prevista dalla direttiva non sarà rispettata.

I ministeri dell’Ambiente e Sviluppo economico richiedono a Sogin e Ispra ulteriori approfondimenti tecnici sulla Cnapi. La risposta arriva il 20 luglio: entro un mese la Carta dovrebbe essere resa pubblica.

Il 26 luglio Sogin lancia una grande campagna di comunicazione sulla necessità di realizzare il deposito nazione.

(a cura di Elisa Cozzarini)

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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