Con le mani tra le macerie

E’ dal 1997 che Legambiente si è dotata, unica associazione ambientalista in Italia, di squadre di protezione civile specializzate nel recupero e nella messa in sicurezza dei beni culturali in seguito a calamità naturali. Ma sono state moltissime le difficoltà di intervento in questi mesi

E’ dal 1997 che Legambiente si è dotata, unica associazione ambientalista in Italia, di squadre di protezione civile specializzate nel recupero e nella messa in sicurezza dei beni culturali in seguito a calamità naturali. Una scelta fatta in seguito al terremoto che vent’anni fa colpiva le Marche e che non a caso trova in questa regione l’esperienza associativa più consolidata in materia. Negli anni poi ci siamo dedicati anche agli interventi relativi alla marine pollution in caso di sversamenti da petrolio, ma il tema dei beni culturali è rimasto centrale nella nostra azione. In due decenni siamo diventati addirittura formatori e ai nostri corsi di preparazione partecipano ogni anno centinaia tra Comuni, forze dell’ordine, architetti, restauratori edappassionati. Nelle Marche, in particolare, abbiamo ormai una “forza di intervento” di trecento volontari, che anche in quest’ultimo sisma si sono messi a disposizione per recuperare da sotto le macerie “il futuro” secondo il nostro modo di vedere. Siamo consapevoli che non ci sarà ricostruzione che tenga se non sarà subito messo in sicurezza, e poi velocemente ricollocato nei luoghi originali, quello straordinario patrimonio di arte e cultura custodito nel cratere estesissimo dei terremoti di agosto, ottobre e gennaio. Sono state moltissime le difficoltà di intervento in questi mesi, a partire dal fatto che questaera la prima vera emergenza dopo la riforma della Protezione civile e del conseguente nuovo ruolo affidato al Mibact, che tramite i segretariati regionali è stato chiamato a occuparsi direttamente anche della gestione della fase emergenziale. Lo ha fatto in questi mesi – il Mibact – grazie allo straordinario lavoro dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico e dei vigili del fuoco. Lo ha fatto, ma senza riuscire ad apprezzarlo, anche grazie al lavoro di decine e decine di volontari formati in maniera specifica. I volontari di Legambiente, che di questo paese sono innamorati e lo dimostrano attraverso le mani sporche di polvere delle macerie. Sper iamo che il minister o capiscapresto lo straordinario valore di questo contributo. Avremmo potuto fare molto di più e la nostra attivazione è stata garantita solo dalla nostra storia, dall’apprezzamento consolidato da parte della Protezione civile e da una rinnovata collaborazione con l’Arma dei carabinieri rafforzata ultimamente dalla firma di un protocollo di intesa. Uno schema di azione e impegno comuni, che speriamo di poter trovare presto anche con il Mibact visto che abbiamo chiesto direttamente al ministro Franceschini di riconoscere, accogliere e mettere a sistema il nostro potenziale e fattivo contributo. Un contributo, ci teniamo a sottolinearlo, qualificato e volontario di cui il nostro paese ha un gran bisogno. E che nessuno dovrebbe permettersi di trascurare.

Presidente nazionale di Legambiente, e-mail: presidente@legambiente.it
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