Le città italiane respirano smog

Cars pass along a road in thick smog in Beijing on February 21, 2011. Beijing went "beyond" measurable pollution levels, the US embassy said, as a Chinese official warned people to stay indoors and avoid outdoor activities. Air pollution in Beijing has been consistently listed as among the worst in the world by international organisations such as the United Nations.             AFP PHOTO/GOH CHAI HIN (Photo credit should read GOH CHAI HIN/AFP/Getty Images)

In Italia il 2015 si chiude sotto una cappa di smog. Sono diverse le città con il bollino rosso da diverse settimane. E Legambiente con la campagna di monitoraggio “PM10 ti tengo d’occhio” ha anticipato quali città capoluogo di provincia hanno superato per 35 giorni l’anno la soglia di 50 microgrammi per metro cubo delle polveri sottili, limite massimo di concentrazione nel tempo previsto dall’Ue.

La prima in classifica, dall’inizio dell’anno ad oggi, è Milano, con 86 giorni, seguono Torino con 73, Napoli con 59 e infine Roma con 49 giorni. Critica anche la situazione a Bologna, che da pochi giorni ha raggiunto il trentacinquesimo sforamento nel 2015. Nel redigere la classifica Legambiente ha preso come riferimento la centralina peggiore (quella che ha registrato il maggior numero di superamenti fino a questo momento) presente in città, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie. «È stato scelto questo criterio per confrontare le città perché le Regioni scelgono modalità diverse nella comunicazione dei dati e nel conteggio dei superamenti. La centralina peggiore – precisa Legambiente – sicuramente non è indicativa della qualità media dell’aria di tutto il perimetro urbano, ma riporta la situazione più critica di cui gli amministratori locali e gli abitanti devono essere a conoscenza e di cui devono tenere conto».

TRAFFICO CODA FILE DI MACCHINE AUTOMOBILI IN VIA FATEBENEFRATELLI (Duilio Piaggesi, MILANO - 2006-12-01) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

L’Italia rappresenta una delle situazione più critiche anche a livello europeo. Secondo il rapporto 2015 “Air quality in Europe”, dell’European environment agency, la situazione è preoccupante. Il nostro è il paese con la più alta concentrazione di piombo nell’aria, e insieme alla Germania, è l’unica nazione Ue a superare i limiti di nichel e benzene. Gli impatti dell’inquinamento atmosferico si trasformano, di conseguenza, in morti premature: quelle registrate nel 2012, dovute all’esposizione di Pm 2,5 (particolato) O3 (ozono) e NO2 (diossido di azoto), mostrano un picco di 59.900 morti per l’esposizione al Pm 2,5. Da questo derivavo costi ingenti per il sistema sanitario. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Commissione Europea, i costi oscillano tra i 330 e i 940 miliardi di euro l’anno in Europa. Le principali patologie legate all’inquinamento atmosferico, secondo i dati del rapporto “Air quality” sono quelle legate al cuore, poi ictus e cancro ai polmoni.

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