“Lavoro metà giornata, l’altra metà per la comunità”

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Secondo Daniel Truran, direttore di comunicazione e marketing di B-Lab Europe, “nel futuro lavoreremo la metà del giorno per dedicare l’altra parte della giornata a contribuire alla comunità” a causa della necessità di redistribuire la ricchezza per l’aumento della popolazione e la mancanza di lavoro. “Dobbiamo garantire il lavoro per quello di cui abbiamo bisogno per andare avanti, e con l’altra metà del tempo possiamo contribuire all’aiuto sociale”, ha commentato Truran, nel contesto preparatorio al Forum di Nuova economia e Innovazione sociale che si celebrerà a Malaga dal 19 al 22 aprile.

“Il mondo sta cambiando e viviamo in un punto di crisi costante: la Brexit  ad esempio è la conseguenza dell’insicurezza e dell’instabilità che viviamo” ha assicurato per poi spiegare che “le imprese hanno la responsabilità di appoggiara la società nel cambiamento”. Secondo il World Economic Forum, nei prossimi cinque anni, le 15 grandi economie sviluppate e nello sviluppo del mondo perderanno cinque milioni di posti di lavoro per la mancanza di adattamento tecnologico, per le trasformazioni economiche e la crescita demografica. Tuttavia, questo organismo assicura che se i profili si adattano bene, si potranno creare allo stesso tempo 2,1 milioni di posti di lavoro. “In pochi anni ci saranno molti posti di lavoro che si perderanno e le abitlità professionali delle persone devono adattarsi a profili più tecnologici, innovatori e collaborativi”, ha assicurato Truran.  Tra i posti di lavoro che scompariranno si trova il settore dell’automazione: “In 20 anni, le macchine non avranno bisogno di autisti e i taxi e gli autobus  scompariranno. Inoltre i profili come i call center o gli avvocati che si dedicano a leggere contratti non saranno necessari perché tutto questo lo faciliterà la tecnologia e la robotica” ha assicurato.

Truran ha voluto, inoltre, evidenziare il ruolo delle donne nel processo di cambiamento: “Le donne sono persone più coinvolte a livello empatico e capiscono le cose in modo più profondo, per cui sono un attore di cambiamento vitale”, e conclude “si adatteranno meglio al cambiamento per sviluppare le capacità professionali distinte”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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