Cop21, al via i lavori

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A Parigi sono iniziati questa mattina i lavori della Cop21 che coinvolge 150 leader mondiali. È stato presentato il “Fossil Fuel Subsidy Communiquè” dal primo ministro della Nuova Zelanda, John Key a Cristiana FIgueres, segretario esecutivo dell’UNFCCC. «Bisogna aumentare gli sforzi per eliminare i dannosi sussidi alle energie fossili, promuovere la trasparenza politica e infine proporre una riforma con aiuti mirati ai paesi poveri – ha affermato Key – I governi spendono oltre 500 miliardi di denaro pubblico ogni anno per tenere bassi i prezzi di petrolio e del gas. La sola rimozione dei sussidi ridurrebbe del 10% le emissioni di gas serra entro il 2050. La riforma delle fossili è il pezzo mancante del puzzle sul cambiamento climatico. Si stima che più di un terzo delle emissioni globali di carbonio, tra il 1980 e il 2010, siano state prodotte dai sussidi alle fossili – continua il primo minstro neozelandese – La loro eliminazione rappresenterebbe un settimo dello sforzo necessario al raggiungimento dell’obiettivo di stare entro i due gradi. Certo che ci vuole coraggio e una forte volontà politica».

La Figueres, nell’accettare la presentazione della proposta ha aggiunto:« I sussidi contribuiscono a un uso inefficiente dei fossili, minano lo sviluppo di tech efficienti, agiscono come un freno allo sviluppo di energie verdi pulite. Sarebbe meglio spendere i soldi impiegati nei sussidi alle fossili per finanziare il settore della sanità, scuole, rinnovabili e risparmio energetico. I bassi prezzi del petrolio sono una buona opportunità per andare in questa direzione».

Al Communiquè hanno aderito ben 40 paesi. I più importanti sono Canada, Cile, Francia, Germania, Italia, Filippine, Malesia, Messico, Marocco, Perù, Olanda , UK, USA, Uganda Uruguay e Samoa. Manca la Cina, che ha onestamente detto che avrà prima un picco di emissioni, e l’India. Insomma, Asia Africa e America Latina mancano ancora all’appello. Secondo ilsegretario di stato Usa, John Kerry, dalla conferenza non uscirà un trattato più vincolante ma un semplice accordo.

L’international New York Times , su firma di Justin Gillis ha scritto stamattina che “le nazioni fanno meno del necessario, un po’ come quei malati che, avvisati che dovranno spendere dei soldi per evitare rischi alla salute, tagliano le patatine fritte ma non il gelato e la torta”. Nicolas Haeringer, l’organizzatore della campagna contro i combustibilil fossili in Francia di 350.org, ha specificato di non aver nulla a che fare con gli incidenti di Place de la Republique avvenuti per la manifestazione “Anticop21″, ma ha a aggiunto «Ci muoveremo contro il tentativo francese di usare gli incidenti per menomare le libertà civili e il diritto a manifestare».

 

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