I laghetti collinari contro la desertificazione

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di Angelo Sanzò (Geologo, Legambiente Molise)

Lo scorso 17 Giugno, in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, diverse Regioni italiane hanno varato decreti e/o si sono, comunque, mobilitate “per l’emergenza siccità”. Era lo stesso giorno e mese del 1994, quando a Parigi, duecento Paesi ratificarono “la convenzione per la lotta alla desertificazione”. Da 2013 anche la Cina si è impegnata per una svolta sostenibile in tal senso.

È ormai indubbio che tutti i dati, nazionali e internazionali, indicano nel riscaldamento climatico la causa prima di quanto si va riversando sul regime idrologico locale e globale. Tra essi i più significativi sono quelli relativi al dimezzamento della disponibilità idrica per l’irrigazione in alcune Regioni, causa le precipitazioni mai così ridotte, con ripercussioni sia sugli allevamenti che sulle produzioni agricole in generale, senza contare gli effetti relativi all’impoverimento della biodiversità, sia nel suo insieme che per specie animali e vegetali di particolare pregio naturalistico e non solo.

Alla domanda, che fare? Le idee e i suggerimenti non mancano e vanno da quelli, ormai, da sempre ricordati, quali un uso più giusto e appropriato della risorsa, a quelli di rivisitazione di metodi a suo tempo messi da parte, soprattutto, per ragioni di disponibilità energetica e/o riproposti in clima di fonti energetiche, più diffuse sul territorio, quali le rinnovabili e tecnologie più efficienti, quali, ad esempio, quelle relative all’uso di dissalatori, anche mobili e quindi di più flessibile maneggevolezza.

All’insieme di quanto si va negli ultimi tempi proponendo e riproponendo, è il caso di ripensare ad uno strumento introdotto e abbandonato qualche decennio addietro, soprattutto, in quanto non economicamente accoppiabile ai fini reddituali dell’agricoltura produttivistica del tempo; considerabile potenzialmente efficace nell’attuale contesto della multifunzionalità delle aziende agricole.      La costruzione dei laghetti collinari, affermatasi negli anni ’60 e ‘70, del secolo scorso, era stata introdotta, sostanzialmente, allo scopo di rendere competitive, attraverso l’irrigazione aggiuntiva, le rese produttive delle aree collinari con quelle di pianura.

Purtroppo, però, dopo un iniziale, sia pur breve successo, dovuto all’auspicato aumento della produttività, si dovette registrare una forte delusione, soprattutto in relazione all’apertura e alla rapida evoluzione di nuovi e più strutturati rapporti mercantili sia nazionali che internazionali. D’altra parte la profonda, odierna trasformazione realizzatasi, non solo nel mercato dei prodotti, ma nel contesto globale della società, pone sotto una luce completamente nuova e diversa il ruolo che tali serbatoi possono convenientemente svolgere, al di là della produttività in senso stretto.

Sono evidenti le funzioni che disponibilità idriche, sia pur di piccole dimensioni, ma fortemente diffuse sul territorio, possono opportunamente e positivamente svolgere, a cominciare dalla regimazione idrica, ai servizi paesaggistici, a quelli ricreazionali e ambientali in genere.         

Non sfugge, nemmeno ai più distratti camminatori della domenica, quanto la disponibilità idrica possa essere di rilevante supporto alla conservazione e al miglioramento della biodiversità e/o utilizzata per la produzione di energia, a sostegno e non solo, delle esigenze delle aziende in campo. Senza trascurare il valore economico e sociale, per la collettività, nel complesso organizzativo delle strutture preventive e attuative del servizio antincendio.

È, pertanto, possibile concludere, senza voler immaginare soluzioni definitive e indubbie, che la presenza e il giusto utilizzo dell’acqua nelle aree collinari, è in grado di operare scelte capaci di rendere compatibili le esigenze delle imprese con gli obiettivi ambientali, propri del pubblico interesse

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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