Lacrime di sirena

1,25 milioni di frammenti galleggianti per km2 è la media
delle microplastiche nel Mediterraneo, tra le maggiori registrate nel mondo

vicente2

Le microplastiche, inferiori ai cinque millimetri, derivano per lo più dalla frammentazione di pezzi più grandi, ma ce ne sono anche di altri tipi. I nurdle, o lacrime di sirena, sono plastiche primarie, palline piccolissime con cui vengono prodotti altri oggetti. A volte si disperdono nell’ambiente in modo accidentale: possono sfuggire durante il trasporto oppure dagli scarichi degli stabilimenti industriali. A luglio 2012 al largo di Hong Kong sei container con 150 tonnellate di nurdle si sono rovesciati in mare provocando un enorme disastro ambientale.
Ci sono poi le microsfere usate nei prodotti di bellezza e nei dentifrici: il Regno Unito si è impegnato a vietarle entro il 2017. In questo paese, ogni anno 680 tonnellate di microsfere si disperdono in mare.
Infine ci sono le fibre, lunghe meno di un millimetro, che vengono rilasciate dai tessuti sintetici o misti a ogni lavaggio in lavatrice. I sistemi di trattamento delle acque di scarico non riescono a trattenerle e anche queste finiscono in mare.
info nurdlehunt.org.uk/european-nurdle-hot-spots/italy-nurdle-hot-spots.html

Laureata in Scienze Politiche all’Università di Trieste, con una tesi sull’Islam nell’isola di Mauritius. Scrive di immigrazione e ambiente dal 2006, collaborando con Vita non profit, La Nuova Ecologia, Repubblica.it. Nel 2010 ha curato "G2 e giovani stranieri in Italia. Politiche di inclusione e racconti", edito da Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Vita non profit. Come fotografa, nel 2009 ha partecipato alla mostra intitolata “They won’t budge” (“Non si muoveranno”, da una canzone del cantante maliano albino Salif Keita), sugli immigrati africani in Europa, presso la New York University.
[twitter-timeline id= username=]
Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *