“La prima regola è prevenire”

prot civile

Terremoti, come abbiamo imparato fin troppo bene in questi mesi. Ma anche frane, inondazioni, incendi, eruzioni vulcaniche, incidenti industriali. La storia d’Italia è costellata di questi tragici eventi: le attività umane e la proliferazione edilizia, troppo spesso illegale, sono legate a doppio filo con le catastrofi naturali. Accanto a tutto questo, la solidarietà dei cittadini che fanno fronte comune per portare aiuti e soccorsi, sostegno e calore umano. È proprio su questa spinta solidaristica che si basa la Protezione civile.
Nelle oltre 300 pagine del suo Italiani con gli stivali, Erasmo D’Angelis ripercorre la storia delle tragedie della “Penisola dei grandi rischi” con gli occhi e il cuore di chi era lì per prestare aiuto. Protagonisti sono allora i tanti volontari che aiutano le comunità colpite dall’emergenza. L’autore – già direttore de “L’Unità”, oggi coordinatore della struttura di missione del governo #Italiasicura e storico esponente di Legambiente – ha un intento preciso: raccontare, per la prima volta in maniera esaustiva e organica, la storia della nostra Protezione civile, affinchè diventi un patrimonio della collettività. Un insegnamento per le generazioni che verranno e un monito per evitare che si continuino a costruire edifici abusivi o di scarsa qualità. Un invito a rivalutare il territorio e a promuovere la sicurezza ambientale attraverso politiche adeguate: viviamo su un suolo fragile e questa fragilità costa allo Stato. Soldi spesi per riparare danni, che potrebbero essere investiti in prevenzione.
Anche Italiani con gli stivali, scrive nell’introduzione il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, “serve per dare uno scossone a questo Paese, che si trova sempre stretto e solidale nell’emergenza come nessun altro al mondo, ma svoltato l’angolo si sfilaccia quando si tratta di fare scelte di medio-lungo termine. Lo sappiamo, le politiche di prevenzione sono fondamentali per lasciare un segno reale, tangibile e duraturo per le generazioni future”. Gli fa eco, ancora dalle pagine introduttive, Rossella Muroni, presidente di Legambiente, unica associazione ambientalista a far parte, dal ‘97, del sistema nazionale di Protezione civile: «Il libro di Erasmo D’Angelis, seguendo il filo degli eventi calamitosi, ci aiuta a ricostruire aspetti importanti della nostra storia e a capire come la fragilità naturale, l’incombenza di rischi diversi e la presenza delle attività antropiche sul territorio si siano intrecciate, determindo lo sviluppo del nostro Paese e di tante realtà locali».
Un percorso, quello tratteggiato da D’Angelis, attraverso pagine di cronologia e di spiegazioni scientifiche, fatti di cronaca che riportano testimonianze passate e attuali. Negli ultimi trent’anni la Protezione civile è cresciuta al ritmo delle catastrofi, sopravvivendo alla scoperta di un sistema di corruzione gestito dalle più alte “cricche” dello Stato a seguito di grandi eventi e catastrofi e all’applicazione brutale della spending review nel 2011. Ha accresciuto le proprie conoscenze scientifiche e sviluppato le migliori tecnologie per tentare di prevedere e prevenire disastri. Oggi è una macchina organizzativa competente, efficiente. Unica a livello mondiale. Salva vite umane e rimuove macerie, dentro e fuori i nostri confini.
I proventi delle vendite di Italiani con gli stivali verrà utilizzato per aiutare la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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