La lezione austriaca

EDITORIALE. La vittoria del verde e convinto europeista Alexander Van der Bellen non ci consegna una lezione ma ben tre. La possibilità di una leadership ambientalista. La capacità di mediazione che vince sulle leadership personali. Ed infine: che facciamo bene a preoccuparci di cosa pensano i cittadini della politica e delle eventuali conseguenze ma senza esagerare

 

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Gli austriaci sono andati a cena con un nuovo presidente della Repubblica, il verde e convinto europeista Alexander Van der Bellen.  Noi italiani siamo andati a dormire senza un governo, alla vigilia dell’approvazione di una legge di Bilancio sotto i riflettori di Bruxelles e senza la più pallida idea di che cosa ci attenda. Un altro governo tecnico? Il voto anticipato, con un sistema da riscrivere e una nuova, lunghissima campagna elettorale? Lo spread che sale e la Borsa che crolla? Sappiamo con certezza che la Costituzione non cambierà, con le sue luci e le sue inefficienze, ma quanto al resto è, almeno oggi, buio fitto.
C’è una lezione che ci consegna il voto di ieri in Austria? Forse sì, anzi più di una. La prima è che la cultura ambientalista è in grado di esprimere personalità che si candidano in maniera credibile alla guida di un Paese, aggregano consensi elettorali e sconfiggono le potenti derive xenofobe e isolazioniste che attraversano l’Europa (e non solo, come Trump insegna). La seconda è che, almeno nell’elettorato di centrosinistra, la capacità di unire, una volta si sarebbe detto di “mediare”, tra culture e sensibilità diverse premia più delle leadership personali. 
La terza è che facciamo bene a preoccuparci di cosa pensano i cittadini della politica e delle eventuali conseguenze ma senza esagerare: gli elettori austriaci hanno rispedito al mittente le pericolose “suggestioni” di chi li voleva arroccati e fuori dall’Europa; la Spagna macina record senza, di fatto, un governo; noi rimbalziamo tra esecutivi tecnici ed elezioni senza vincitori dal 2011 e, numeri alla mano, non stiamo peggio di prima. Quando il tema ci appassiona, com’è stato, per diverse ragioni, in questa vicenda referendaria, andiamo pure a votare oltre le aspettative. Parafrasando il commento di Obama quando la vittoria di Trump era quasi una certezza, anche questa mattina è sorto il sole. E quello austriaco, almeno dal punto di vista politico, “scalda” di più.
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