La Comunità delle Vele, insieme si può

La tre giorni della Comunità delle Vele si chiude nel museo della Dieta mediterranea di Pioppi, a Pollica. A fare compagnia all’ultima tavola rotonda in cui sono coinvolti sindaci, operatori turistici, presidenti dei parchi che hanno fatto della sostenibilità il proprio terreno di rilancio,  sono i grandi chef stellati e cuochi d’altri tempi.  Come Delia Morinelli che era addirittura la cuoca personale di Ancel Keys, lo scienziato che studiò e consacrò per primo la dieta mediterranea. Il filo conduttore di questo workshop promosso da Legambiente sono state proprio l’enogastronomia di qualità e la dieta mediterranea. “Dopo tanti anni di voti, di classifiche, di denunce  – spiega Rossella Muroni presidente di Legambiente – Legambiente aveva veramente bisogno di crescere insieme a quelle amministrazioni che davvero riescono a fare la differenza sul fronte dello sviluppo sostenibile. Per questo abbiamo creato la Comunità delle Vele, una comunità dove i sindaci si scambiano le buone pratiche. Ma non solo. Stabiliamo insieme gli obiettivi da raggiungere e aiutiamo anche le altre amministrazioni. Il recupero del territorio non è localisimo ma è una chiave identitaria e narrativa che vince nel turismo internazionale”.

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Teatro della Comunità delle Vele è Pollica, la cittadina del sindaco pescatore, Angelo Vassallo. Una città del Sud, dentro il parco del Cilento che da anni è insignita delle Cinque Vele. Un luogo davvero particolare secondo il sindaco Stefano Pisani: “E’ successo quasi per caso che lo scienziato Ancel Keys dopo la seconda guerra mondiale ha scoperto che il nostro stile di vita molto povero potesse diventare una salvezza per la nostra salute e farci vivere cento anni grazie alla dieta mediterranea. Poi abbiamo scoperto che quello che facevamo tutti i giorni, andare a pesca o coltivare la terra, potesse diventare un’eccellenza agroalimentare. La cultura dei nostri nonni e bisonni può rappresentare il futuro. Pollica è il luogo dove l’innovazione attraverso la quotidianatà è un modo per riprenderci il futuro”.

Alla fine della tre giorni sono tante le buone pratiche scambiate dagli amministratori: come la battaglia di Maratea per ottenere l’Area marina protetta, o la trasformazione di una vecchia ferrovia in un percorso cicloturistico a Framura. O il percorso che ha fatto di Roccella Ionica luogo di accoglienza di un famoso festival di jazz, uno dei motivi per cui questa località è l’unica insignita delle Cinque Vele in Calabria. O ancora: la difesa dell’oasi dunale di Paestum portata avanti dal circolo di Legambiente Paestum e che trova il favore e il sostegno dell’amministrazione. La Comunità delle Vele è soprattutto questo: comprendere che insieme si può, tracciare percorsi per cambiare nel segno dell’innovazione e della sostenibilità.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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