Intrecci di qualità

ululatoIl protagonismo dei ragazzi e delle ragazze è il carattere comune dei sei libri in concorso in questa XIX edizione del premio “Un libro per l’ambiente”, che saranno sottoposti al voto popolare di oltre duemila ragazzi lettori entro il mese di maggio. Selezionati da una giuria di esperti per la volata finale, tre libri per la sezione “Narrativa” e tre per quella di “Divulgazione” si contendono le preferenze delle giovanissime giurie che li hanno in lettura e che decreteranno i due vincitori, uno per sezione. Un’antica massima orientale dice che quando tira il vento c’è chi costruisce muri e chi costruisce mulini: dopo diciannove edizioni il premio “Un libro per l’ambiente”, promosso da Legambiente e da Nuova Ecologia, è ormai un evento consolidato nel panorama editoriale per ragazzi, continuando a produrre buona farina e buon pane. La grande varietà di temi nei libri in concorso quest’anno dimostra ancora una volta che proprio nella letteratura per l’infanzia i caratteri e i generi della narrazione e della scienza sono intrecciati e positivamente “confusi”, molto di più rispetto alla rigida separazione che nelle nostre scuole si continua a determinare tra cultura scientifica e cultura umanistica. Frattura che è una probabile concausa degli ultimi posti nelle competenze linguistiche e scientifiche dei nostri giovani, secondo i dati dell’Ocse.

L’ululato del lupo di Anselmo Roveda (Coccole Book), ad esempio, intreccia una bella storia di alcuni ragazzi in vacanza nel parco che devono fare i conti con i pregiudizi sui lupi, scoprendo alla fine che il vero delinquente è un essere umano. Cyberbulli al tappeto di Teo Benedetti e Davide Morosinotto, oltre ad affrontare il problema dei pregiudizi in tutt’altro ambiente come quello della rete, è un essenziale manuale di autodifesa da aggressioni virtuali e tipi poco di buono che girano nei social. Di altro tema sono L’acqua di Bumba di Roberto Piumini (Interlinea) e I ragazzi dell’altro mare di Luca Di Fulvio (Gallucci): due libri di genere molto differente, il primo una fiaba in versi e il secondo un romanzo affine al genere fantasy, che narrano entrambi della salvezza di se stessi e del proprio mondo con stili poetici e divergenti. Completano il panorama due libri che raccolgono in modo più evidente la tradizione divulgativa europea: Ah! L’acqua di Jasmine Francq e Marta Orzel (Camelozampa) e Piccola guida per ecoschiappe, di Emilia Dziubak (Sinnos). Con un ottimo e coerente intreccio tra la grafica, l’immagine e il testo, questi due volumi propongono l’importanza di comportamenti quotidiani nella riduzione degli impatti ambientali, presentando in modo corretto e chiaro quelle azioni del nostro vivere che non costano nulla, se non il voler bene a questo pianeta (e a noi stessi).

L’obiettivo del premio è stato sempre quello di cercare le produzioni più innovative per l’infanzia e l’adolescenza in materia ambientale che offrissero tanti e differenti accessi, anche per sensibilità e passioni differenti, ai temi più importanti del presente e per il futuro. Rifuggendo da atteggiamenti moralisti i quali, in genere, ottengono effetti opposti da quanto predicano. In questo modo il premio Un libro per l’Ambiente, che mantiene insieme il diritto dei bambini a leggere libri di qualità e il diritto alla partecipazione con il loro voto finale, ha costituito un vero e proprio osservatorio editoriale ed educativo che ha percorso quasi vent’anni di vita. Con una funzione importante di stimolo e di dibattito, non solo all’interno delle scuole e delle biblioteche coinvolte ma anche tra gli editori.  

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