Il grande assente

di Jandira Ludmila Moreno do Nascimento

Nasheed

La Cop21 sta giungendo al termine, ma dopo giorni di negoziati per raggiungere un accordo legalmente vincolante per delimitare le emissioni dannose per il pianeta e contenere l’aumento della temperatura al di sotto dei due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali la partita non è ancora chiusa. Tra i tanti protagonisti che in queste settimane hanno preso la parola per esprimere il proprio giudizio è mancata la voce di quello che possiamo considerare la “star” della lotta ai cambiamenti climatici: l’ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed, che oggi languisce in carcere dopo essere stato destituito dalla carica con un golpe militare.

Protagonista indiscusso della Conferenza sul clima di Copenhagen, sei anni fa aveva catalizzato l’attenzione dei media internazionali dopo aver invitato tutti i manifestanti a continuare a lottare anche dopo la conclusione dei lavori, infondendo la speranza che l’obiettivo prefissato fosse raggiungibile soltanto restando uniti. Dal meeting sott’acqua con alle spalle una barriera corallina morente per chiedere all’Onu di agire contro le emissioni climalteranti all’installazione in prima persona di panelli solari sul tetto della dimora presidenziale, le sue azioni l’hanno fatto diventare il più strenuo sostenitore di politiche climatiche più incisive, capaci di includere anche Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti Brics.

Nel nostro paese, era il 2010, Mohamed Nasheed partecipò alla conferenza tenutasi a Roma, a Palazzo Giustiniani, ospite di Francesco Rutelli e Franco Frattini, dove ribadì l’importanza di un trattato che non lasciasse spazio a compromessi: “Join it or leave it”, il suo era un aut aut. La sua patria e il suo popolo rischiano di essere sommersi dall’acqua che si innalza a ritmi serrati. All’epoca le dichiarazioni dei vari delegati dei paesi emergenti erano incoraggianti, l’inversione del trend era quasi palpabile. Oggi, a cinque anni di distanza, non ci sono certezze: i paesi dell’Europa dell’Est parlano di difficoltà a cambiare le loro fonti di approvvigionamento energetico, forse ci sarà un approccio più morbido per i paesi troppo grandi e altamente industrializzati… La partita non è certamente ancora chiusa, ma una voce come quella di Nasheed in un momento così cruciale è mancata. E continua a mancare.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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