Idee pulite per il clima

Fairphone
Fairphone

La Conferenza mondiale sul clima di Parigi, la Cop21, è stata anche l’occasione per presentare i vincitori del premio Soluzioni clima 2015 delle Nazioni Unite. Un riconoscimento per le migliori invenzioni che in ogni parte del mondo abbiano aiutato a combattere i cambiamenti climatici e a migliorare la vita delle persone. «Mentre il mondo si dirige verso un avvenire costruito sullo sviluppo sostenibile, queste idee audaci possono ispirare chi governa a essere più ambizioso nelle proprie politiche e nelle proprie decisioni», ha spiegato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, presente alla cerimonia di consegna dei premi. «Le tecnologie pulite di oggi hanno trasformato il problema del costo dei cambiamenti climatici in un’opportunità – ha detto Bertrand Piccard, inventore del primo aereo a energia solare, il Solar impulse – Un’economia mondiale trainata dalle energie rinnovabili e da una bassa produzione di rifiuti potrà non solo aiutare il clima, ma anche favorire la salute, aumentare il numero di occupati e generare profitti». Le sedici idee premiate sono divise in quattro settori di attività: popolazioni povere in aree urbane; leadership delle donne; azioni per facilitare i finanziamenti climatici; soluzioni per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ecco i progetti che sono stati premiati.

1.India
Raee a raccolta
In India, come in molti altri paesi del mondo, la quantità di rifiuti elettronici prodotta ogni anno è impressionante. Parliamo di 1,7 milioni di tonnellate: il 95% finisce nelle discariche oppure viene bruciato. Per raccogliere tale immensa mole di materiale sono stati installati 2.000 contenitori in tutto il territorio della megalopoli Nuova Delhi. In questo modo sono raccolte e inviate ai centri di riciclo 17 tonnellate all’anno.

2. Kenya
Scaldabagni solari e acqua potabile
Si chiama Solvatten, consiste in un apparecchio che garantisce un duplice trattamento dell’acqua, grazie a un sistema di riscaldamento della stessa basato sull’energia solare. In un paese come il Kenya ciò rappresenta un grande vantaggio perché normalmente le persone utilizzano il carbone o la legna a tale scopo. L’apparecchio permette inoltre di rendere potabile l’acqua. Il Solvatten, inventato dalla svedese Petra Wadstrom, è stato prodotto in 40mila esemplari, utilizzati ormai da circa 200mila persone. In Kenya, nel 2012, sono stati trattati in questo modo 62 milioni di litri di acqua, soltanto nello slum urbano di Nairobi si sono evitate così emissioni di CO2 per un totale di 22mila tonnellate. Nella megalopoli africana sono stati infatti distribuiti, venduti a un prezzo calmierato, 2.592 apparecchi.

3. America Latina e Caraibi
Città per tutti
Di fronte alla rapida e caotica urbanizzazione in atto in America Latina e nei Paesi caraibici, l’iniziativa Emerging and sustainable cities della Banca interamericana di sviluppo ha puntato a creare una rete di città che adottano politiche finalizzate alla riduzione della loro impronta ecologica. Ad aderire sono state finora 55 municipalità, nelle quali vivono circa 50 milioni di persone (delle quali il 20% circa risulta povero). Tra le iniziative lanciate alcune mirano a ridurre l’esposizione delle città agli effetti dei cambiamenti climatici, altre all’inclusione sociale, altre ancora puntano a ridurre la povertà e le disuguaglianze. Alcuni esempi: a La Paz, in Messico, è stato avviato un ampio ammodernamento dei mezzi di trasporto pubblico, cercando di andare incontro soprattutto alle esigenze dei meno abbienti. A Mar del Plata, in Argentina, si è deciso di rendere pedonali numerose strade. A Tegucigalpa, in Honduras, sono stati avviati piani ecocompatibili di riassetto urbano.

4. Colombia
Donne alleate per l’edilizia green
Un’alleanza di sole donne, chiamata Fostering cleaner production, sta aiutando il settore delle costruzioni della Colombia, responsabile di forti emissioni inquinanti, a diventare più pulito. L’iniziativa coinvolge personalità del mondo accademico, istituzioni pubbliche e compagnie private: le donne che vi partecipano hanno proposto progetti di ricerca, corsi, programmi di certificazione e altri strumenti finalizzati a promuovere un modo nuovo di concepire l’industria edile. Nell’area di Cali (Valle del Cauca) sono 450 le aziende che hanno aderito: da quelle metallurgiche a quelle che si occupano dei lavori di pittura. La sfida è gigantesca se si considera che il comparto è responsabile per il 30% delle emissioni globali annue di gas a effetto serra nella regione e assorbe almeno il 40% dell’energia consumata.

5. El Salvador
Calore della geotermia per disidratare i frutti
Anche in questo caso si tratta di un progetto al femminile. Un gruppo di donne che vive in aree rurali a El Salvador è riuscito ad aumentare i propri redditi e, al contempo, a dare il proprio contributo nella lotta ai cambiamenti climatici grazie ad un progetto che sfrutta il calore di scarto e vapore condensato di alcuni impianti geotermici installati nell’area. Questi vengono riutilizzati per disidratare alcuni tipi di frutti: una parte viene consumata sul posto, un’altra viene venduta. A essere coinvolte in pianta stabile sono ormai decine di persone, e il totale di coloro che indirettamente riescono a beneficiare di tale idea supera le 45mila unità. Grazie al riutilizzo dei rifiuti si calcola che vengano evitate emissioni di CO2 pari a 1,8 tonnellate ogni anno.

6. Guinea
Pesce essiccato senza inquinare
Il terzo progetto premiato, tra quelli che coinvolgono specificatamente donne, è stato avviato in Guinea. Un gruppo di abitanti locali, preoccupato per la riduzione della foresta di mangrovie provocata dallo sfruttamento del legno per affumicare il pesce, ha deciso di creare una cooperativa in quattro villaggi. Grazie ad apparecchi alimentati a energia solare possono essiccare e affumicare il pesce preservando l’ecosistema locale. Le donne che partecipano, circa 160 in modo diretto, si sono occupate anche di ripiantare 25mila alberi in un’area di venti ettari nel nord del paese. Il tutto ha consentito di creare anche una stabile fonte di introiti, grazie alla rivendita di semi essiccati in modo ecologico, ricchi di proteine e aminoacidi.

Solar Market Gardens
Solar Market Gardens

7. Benin
Pompe fotovoltaiche

In Benin la lunga stagione secca (che dura circa sei mesi) rende complicato il lavoro degli agricoltori. Per questo è stato sviluppato un progetto innovativo, lanciato dal Solar electric light fund, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha ideato e installato un sistema di pompe per l’irrigazione alimentato grazie all’energia solare. In questo modo è possibile dare ai campi l’acqua di cui necessitano durante tutto l’anno. Sono circa 400 le donne coinvolte in 11 campi nel nord-est del paese africano, più di 3.300 i familiari che beneficiano del loro lavoro. Inoltre, circa 66mila persone hanno ora accesso a frutta e verdura fresche per 12 mesi all’anno.

8. Africa subsahariana
Energia pulita per ricariche mobili
La Azuri paygo energy è un’iniziativa nata nell’Africa subsahariana con l’obiettivo di fornire energia pulita e poter usufruire agevolmente della telefonia mobile. I pannelli installati consentono infatti un approvvigionamento di energia per otto ore al giorno, il che garantisce anche la ricarica dei cellulari. Al contempo, chi ne usufruisce può risparmiare circa il 50% dei costi che altrimenti avrebbe dovuto sostenere utilizzando la rete tradizionale. Chi vuole utilizzare il sistema deve pagare solo una piccola commissione per l’installazione e poi può decidere quando ricaricare il proprio cellulare, a prezzi estremamente vantaggiosi. E senza inquinare.
Ad oggi sono state installate decine di migliaia di unità in un totale di undici Stati coinvolti: Tanzania, Kenya, Etiopia, Uganda, Sierra Leone, Malawi, Zimbabwe, Sudafrica, Ruanda, Togo e Ghana. Ne beneficiano centinaia di migliaia di persone. Grazie ad Azuri è stato calcolato che sono state garantite finora 28,5 milioni di ore di luce “pulita” e 9,5 milioni di ore di ricarica per i telefoni cellulari. Evitando di disperdere nell’atmosfera oltre 3.500 tonnellate di CO2.

9. Perù
Cacao amico della foresta
n L’Althelia climate fund ha lanciato, investendo 12 milioni di dollari, un programma chiamato Tambopata redd+ project nel dipartimento di Madre de Dios, in Perù con l’obiettivo di aiutare 1.100 contadini a produrre cacao in modo sostenibile, proteggendo la biodiversità della riserva di Tambopata e del Parco nazionale Bahuaha-Sonene. Gli agricoltori ricevono un finanziamento condizionato alla loro capacità di preservare la foresta, al fine di incentivare metodi di coltivazione diversi da quelli agroindustriali. In questo modo il cacao prodotto può essere certificato Fairtrade e anche biologico, e viene venduto a un prezzo garantito di 2.000 dollari per tonnellata, più un premio ulteriore di 500 dollari. Il progetto coinvolge oggi 570mila ettari di foresta pluviale e consentirà di evitare 4,5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2020.

10. Usa
Carbon tax aziendale
n Nel 2012 il colosso dell’informatica Microsoft ha volontariamente introdotto una sorta di carbon tax interna, che consente di contabilizzare le emissioni di CO2 di ciascuna delle proprie unità. Si tratta di un modello finanziario che coinvolge l’intera catena produttiva dell’azienda: il valore della tassa viene ricalcolato ogni anno.
L’obiettivo è modificare il comportamento di chi lavora nelle varie strutture – incentivando l’utilizzo di energie rinnovabili, l’incremento dell’efficienza, l’aumento del quantitativo di rifiuti elettronici riciclati – e promuovere progetti di ricerca che puntino a minimizzare le emissioni di gas a effetto serra. In questo modo, Microsoft è stata spinta ad acquistare oltre 10 miliardi di kilowattora di energia proveniente da fonti pulite, a ridurre le proprie emissioni di CO2 di 7,5 milioni di tonnellate, e anche a risparmiare circa 10 milioni di dollari all’anno.

11. Usa
25mila paline per auto elettriche
n Charge point è la più grande rete al mondo di sistemi di ricarica per veicoli elettrici. La sua espansione sta trasformando l’industria dei trasporti negli Stati Uniti, grazie a un sistema che non si limita alle paline, ma prevede app mobili e una capillarità che permette alle persone di ricaricare le loro auto ovunque vadano. I punti di ricarica sono infatti ormai 25mila in tutto il paese. Non sono presenti solo nelle città, ma anche sui grandi assi delle due coste americane. A oggi sono state effettuate 12 milioni di ricariche, il che equivale a 88 gigawattora di energia. In questo modo i conducenti di vetture elettriche hanno evitato di emettere circa 35 milioni di chilogrammi di CO2 e di bruciare 41 milioni di litri di gasolio. I chilometri percorsi senza utilizzo di carburanti sono stati calcolati in circa 430 milioni. Le app mobili consentono di localizzare le paline più vicine, verificare i tempi necessari per le ricariche e controllare lo storico delle stesse.

12. Uganda
Difese digitali da eventi estremi
n Il progetto è nato con l’obiettivo di sfruttare le tecnologie informatiche per raccogliere, analizzare e inviare agli agricoltori dell’Uganda informazioni sulla meteorologia e sull’andamento dei mercato del grano. In particolare, l’iniziativa si rivolge a chi è maggiormente esposto ai cambiamenti climatici. Ad aderire sono stati 100mila contadini, che ora possono ricevere previsioni del tempo sia sul breve termine che a livello stagionale. Tra le informazioni inviate ci sono anche tutorial per l’uso di tecniche a basso costo per lo sfruttamento dell’acqua piovana al fine di far fronte ai periodi di siccità. Il tutto si basa su telefoni cellulari e strumenti interattivi. In questo modo è stato calcolato che le perdite e i danni ai raccolti sono stati ridotti del 65%, il che equivale a un risparmio di centinaia di dollari all’anno per ciascun agricoltore.

13. Olanda
Smartphone “fair”
Una startup dei Paesi Bassi ha lanciato da qualche anno una linea di produzione di telefoni cellulari rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. Le aziende che sono coinvolte nella filiera vengono infatti controllate in termini di diritti degli operai e i materiali utilizzati limitano al minimo l’uso di terre rare, materie prime particolarmente costose la cui estrazione è spesso dannosa per l’ambiente.
I Fairphone, questo il nome dei cellulari, sono in vendita a un prezzo concorrenziale con i più noti marchi, e presentano tutte le caratteristiche dei normali smartphone. Ad oggi sono stati venduti (online, sul sito dell’azienda) circa 60mila esemplari della prima versione in tutto il mondo. E già 20mila Fairphone 2, la cui vendita partirà a breve, sono stati prenotati. L’obiettivo è di arrivare a 140mila pezzi entro il 2016.

14. Kenya e Uganda
Acqua pura e sostenibile
Il Grundfos lifelink water solutions è uno strumento adottato per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici e consentire l’accesso all’acqua in modo sicuro e sostenibile in Kenya e Uganda. In città come in campagna, i sistemi possono essere installati in modo semplice, e connessi a una rete idrica o ad un pozzo. L’acqua viene introdotta all’interno degli apparecchi grazie a pompe alimentate da energia solare, che la purificano. Per potersi approvvigionare a tali fonti, i cittadini possono utilizzare una smart card con un credito, ricaricabile attraverso un computer o uno smartphone. A partire dal 2009 sono stati installati 44 sistemi di questo tipo nei due paesi africani, che riforniscono circa 100mila persone. L’obiettivo è di arrivare a due milioni di persone entro i prossimi cinque anni, grazie a 1.000 impianti in nove Stati africani. Il tutto a prezzi abbordabili.

Mapping exposure to sea level rise
Mapping exposure to sea level rise

15. Isole del Pacifico
Mappe contro le inondazioni
Una mappatura del livello dei mari per consentire alle isole del Pacifico di essere preparate alla risalita provocata dallo scioglimento dei ghiacci polari. È questa l’idea lanciata per aiutare alcuni piccoli Stati che rischiano di essere parzialmente (o totalmente, nella peggiore delle ipotesi) sommersi in caso di crescita troppo sostenuta della temperatura media globale. Il progetto prevede la raccolta di dati e il suggerimento di soluzioni da adottare al fine di affrontare il problema: usando le mappe, i governi possono capire meglio dove e quando si verificheranno i problemi maggiori, avvisando per tempo la popolazione. Il sistema ha consentito infatti di identificare circa 10mila costruzioni a rischio di inondazione nei prossimi decenni, incluse scuole e ospedali.

16. Ruanda e Tanzania
Consumo sul posto
Energia solare, tecnologie mobili e microfinanza insieme per portare energia pulita nelle aree rurali del Ruanda e della Tanzania. Il sistema si chiama Mobisol smart solar homes e consente l’installazione di sistemi solari, dotati di batterie di stoccaggio, per produrre energia in loco. Un modo per evitare di comprare e bruciare kerosene, petrolio e gasolio. Ad oggi, nei due paesi africani sono 30mila le case allacciate, il che equivale a una potenza installata di tre megawatt e a una riduzione di emissioni di CO2 pari a 15mila tonnellate all’anno. Obiettivo per il 2020: installarne 10 milioni.

Vivo in Francia, amo le passeggiate in montagna, le storie di Kapuściński, la neve, le persone appassionate, le descrizioni di Calvino, le canzoni di De Gregori, la Bretagna, Keynes, il peperoncino e il museo Marmottan. Faccio da dieci anni il giornalista economico e ambientale nella speranza di riuscire a lanciare un sassolino nello stagno: scrivere per fare eco all’eco non serve a niente. Detto ciò, il pomeriggio ideale è quello davanti ai fornelli in attesa di cenare con gli amici.
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