I giovani motori del cambiamento

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Il futuro delle Alpi passa attraverso l’educazione e un cambiamento culturale», pensa Federica Corrado, presidente della Cipra Italia, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, e lo racconta in “Popolazione e Cultura: le Alpi di oggi”. Un libro scritto a più mani che riassume i due anni (2013-2014) di lavoro della presidenza italiana del segretariato della Convenzione delle Alpi.

Federica Corrado, Presidente Cipra Italia
Federica Corrado, Presidente Cipra Italia

Le Alpi sono ancora aree depresse in via di spopolamento?
Stanno vivendo una fase di profonda trasformazione, anche a causa della crisi, ma rispetto ad altri territori marginali hanno un maggiore potere di rigenerazione.
Chi abita oggi nelle “terre alte”?
I soggetti stanno cambiando, sia chi vive e sia chi usufruisce dell’ambiente montano. Sono i giovani il motore del cambiamento. C’è anche un ritorno con nuove figure professionali lontane dalla tradizione montanara ma altamente hi tech. Un esempio è l’e-commerce dei prodotti tradizionali.

Come giudica la Presidenza italiana della Convenzione del 2013-2014?
Credo abbia lavorato molto bene, con un approccio equo e transnazionale, mentre oggi la presidenza tedesca (2015-2016) si sente molto lontana. In pratica, il segretariato è assente nelle Alpi Occidentali.
Le Alpi attirano 120 milioni di visitatori l’anno, si può rendere questa fruizione sostenibile?
è necessario far capire al turista che non esistono solo le piste da sci, ma c’è un sistema locale ricco di cultura, tradizioni enogastronomiche e offerte alternative. Bisogna cambiare la logica anche degli operatori. I territori devono avere il coraggio di evolversi, con motivazioni che vengono dal basso e non calate dall’altro. La montagna deve rispecchiare all’esterno l’immagine di se stessa e non farsela cucire addosso.
Cos’è il Laboratorio alpino per lo sviluppo?
È una piattaforma creata lo scorso anno da Cipra Italia per rafforzare il dialogo con i territori montani, confrontarsi e condividere buone pratiche. Un’occasione non solo per enti istituzionali, ma anche per imprenditori, comunità locali e associazioni.
L’Agenda digitale italiana va a rilento, ma la “connettività” è fondamentale per sviluppare i territori marginali. Com’è la situazione?
Servono assolutamente investimenti, e su questo il governo sta facendo ancora troppo poco, soprattutto nelle aree marginali. Manca una strategia di sviluppo.

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