Guerra agli shopper illegali

Gian Luca Galletti conferenza stampa shopper

Riflettori puntati finalmente sugli shopper illegali. I sacchetti in plastica che danneggiano l’ambiente e il made in Italy della chimica verde finiscono sotto la lente d’osservazione delle forze dell’ordine. A partire dalla Guardia di Finanza, che su impulso del ministero dell’Ambiente ha intensificato i controlli sulle buste che per essere conformi devono rispondere ai requisiti indicati dall’articolo 2 del decreto legge 25 gennaio 2012: quelle monouso per essere immesse sul mercato devono essere biodegradabili e compostabili. L’indagine ha portato al sequestro di oltre 200mila shopper non in regola e di oltre duemila chili di materia per produrre i sacchetti, comminando multe fino a 1 milione e 800mila euro e deferendo all’autorità giudiziaria 38 persone. Grazie alla collaborazione tra il Nucleo speciale tutela della proprietà intellettuale della Guardia di Finanza, Arpa Umbria e Assobioplastiche, è nata un’operazione su due Regioni italiane, Calabria e Sicilia, indicativa sulla portata del fenomeno.

I risultati sono stati illustrati stamattina alla stampa dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, proprio nel giorno in cui i Carabinieri di Torino sequestravano 80 tonnellate di shopper non a norma e alla vigilia del lancio della campagna #unsaccogiusto di Legambiente (domani, 9 giugno, alla Casa del cinema, ore 11.00) con tanto di video denuncia dell’attore Fortunato Cerlino, il boss della serie tv Gomorra. Sul tema La Nuova Ecologia di giugno pubblica un’inchiesta che ricostruisce il quadro della distribuzione di shopper illegali mostrando inoltre le procedure scientifiche con cui il Cnr di Catania individua il materiale non conforme.

Il video di Legambiente contro gli shopper illegali

«C’è una guerra in corso contro tutti coloro che inquinano e noi condurremo questa battaglia con tutti i mezzi a disposizione, sistematicamente, insieme alla Guardia di Finanza e le altre forze dell’ordine – ha detto in conferenza stampa Galletti – Il messaggio è chiarissimo: chi inquina paga, chi inquina va in galera. Questa è la prima grande operazione a tutela della green economy e non a caso a farla è la Guardia di Finanza che si occupa di reati economici e finanziari. Sugli shopper – ha continuato il ministro – l’Italia ha avuto sempre una posizione d’avanguardia in Europa, orientata al massimo grado di tutela ambientale contro ogni violazione e contraffazione pericolosa per l’ambiente e per l’economia. L’Ue, a fronte delle rassicurazioni giunte dal governo sul recepimento della nuova Direttiva comunitaria, ci ha comunicato nei giorni scorsi di voler archiviare la procedura d’infrazione nei nostri confronti: è una bella notizia che ci deve dare un’ulteriore spinta nella guerra agli shopper illegali e alle contraffazioni che nascondono spesso traffici illeciti legati a interessi criminali. Le istituzioni italiane sono schierate a difesa della filiera sana della circular economy che rispetta la legge e sceglie l’ambiente come valore di sviluppo».

Il danno economico degli shopper illegali d’altro canto è ingente, fra conseguenze sugli operatori che hanno investito per produrre rispettando le regole e mancato gettito fiscale nel caso di sacchetti venduti al mercato nero. «Questa operazione s’inserisce in una attività a tutela dell’economia, della concorrenza e della correttezza degli operatori economici nel settore della chimica verde, molto importante nella green economy – ha detto il generale Gennaro Vecchione, comandante del Comando unità speciali della Guardia di Finanza – Siamo rimasti sorpresi, ma abbiamo trovato illegalità anche in catene di supermercati. La seconda parte dell’investigazione, di cui vedremo gli sviluppi operativi, ci porta verso circuiti di provenienza, produzione e importazione dall’estero e per tutelare il made in Italy questo è di reale interesse per noi».

La Guardia di Finanza ha effettuato controlli in varie Regioni italiane, in particolare Calabria e Sicilia, in alcuni punti vendita affiliati a note catene commerciali. L’indagine ha previsto prima l’esecuzione di “prelievi di campioni” e la “cristallizzazione” del commercio degli shopper presso i vari punti vendita, successivamente sono state eseguite analisi fisico-chimiche presso i laboratori dell’Arpa Umbria. Sono stati eseguiti 79 controlli, con la contestazione di 82 illeciti amministrativi e comminate pene pecuniarie complessive da un minimo di euro 22.500,00 ad un massimo di euro 225.000,00. Infine 38 persone sono state deferite all’autorità giudiziaria per frode nell’esercizio del commercio e concorso nel reato.

L’intervista al ministro Galletti
e al generale della Guardia di Finanza, Gennaro Vecchione

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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