Grazie, Tullio De Mauro

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La scomparsa di Tullio De Mauro è un’altra crepa che si apre nella speranza del nostro paese. Un esempio raro di etica pubblica, capace di tenere insieme il valore alto della politica e l’agire umile del docente. È stato un grande intellettuale, innovatore, innamorato della scuola. Un’intelligenza democratica che ha aperto orizzonti nuovi nell’apprendimento della lingua e nella comprensione sociale della sua rilevanza. Senza facili scorciatoie, rigoroso perchè convinto che solo il rigore intellettuale può garantire a tutti le stesse opportunità di apprendimento. Contro le derive tecnicistiche degli ultimi anni, per una scuola mai facile, ma attenta al punto di vista di chi apprende. Contro il semplicismo oggi imperante.
Ricordo con emozione ancora oggi quei giorni incredibili della commissione per i nuovi curricoli, uno sforzo collettivo inedito e poi mandato alle ortiche per l’ideologia o di chi dopo di lui ha preso in mano il ministero non più della pubblica istruzione.
Oggi siamo tutti un po’ più poveri, e soprattutto si impoverisce la speranza che la scuola torni ad essere un valore ed un investimento primario per questo paese senza di cui è davvero difficile pensare di poter vincere le demagogie ed i populismi.
Quando mi è capitato di incontrarlo ho sempre visto un uomo consapevole della forza delle proprie idee, ma sempre accogliente e, quando ci è capitato di parlare di LEGAMBIENTE, ho sempre ricevuto una sincera ammirazione per quanto facevamo. Davvero un uomo del Novecento con lo sguardo proiettato in avanti, lungimirante. Grazie, De Mauro.

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