Grazie maestro

renato arioli-2Parlare ora di Renato non è facile. Molti i ricordi che si affollano e si confondono in un vortice di emozioni. Tante le battaglie combattute assieme in difesa e per la valorizzazione del territorio. Decine e decine i momenti di gioia, condivisione, ironia, lavoro, svago e confronto che si rincorrono nella nostra memoria. Ognuno di noi, soci del circolo Appia Sud “Il Riccio” di Legambiente, potrebbe ricordarne un’infinità di quei momenti, tutti belli. Renato ci ha accompagnato e guidato per anni, attraverso confronti e lotte non facili e per nulla scontate, ma anche verso quella affascinante, consapevole e matura voglia di continuare sempre più a conoscere e amare l’ambiente e le bellezze che ci circondano. Renato era una persona per bene, un uomo pacato, che sapeva sempre dove fermarsi e come interpretare le situazioni. Un uomo con tanta esperienza, che difficilmente perdeva la sua lucidità. Una persona capace di divertirsi e far divertire, dando contemporaneamente lezioni e consigli di vita ai più giovani. Forse una delle cose che più gli piaceva era stimolare, consigliare e accompagnare i giovani nella loro crescita e nelle loro esperienze. Un po’ come se ci sentisse tutti suoi figliocci. Ed era una delle sensazioni più belle che ci trasmetteva nello stare in gruppo al lavoro, a mangiare assieme o divertendosi. È stato capace di costruire in questo modo legami forti, che dureranno a lungo. L’impegno del nostro circolo è zeppo dei suoi spunti e delle sue idee. Anche le battaglie storiche che come circolo di Legambiente continuremo a portare avanti nascono da lotte lontane nel tempo. E che proprio Renato, assieme ad altri storici ambientalisti dei Castelli romani, ha combattuto in prima persona sin dall’inizio, sempre con lucidità, fermezza e passione. Quattro su tutte: la valorizzazione e la tutela dei due parchi (Appia antica e Castelli romani); il duro contrasto alla speculazione edilizia sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e archeologico di Mugillae e Divino Amore (nel comune di Marino, a sud di Roma); la difesa dei due bacini idrici naturali dei Castelli: il lago Albano di Castelgandolfo e quello di Nemi; infine la lotta più recente, quella per la tutela del Barco Colonna a Ciampino, un sito storico archeologico e paesaggistico riconosciuto d’interesse mondiale, un tratto di campagna romana con casali storici e i renato arioliresti della piscina del console Valerio Messalla Corvino, il tutto minacciato dal solito vecchio cemento. Battaglie che in qualche modo hanno avuto già alcuni po- sitivi riscontri, come nel caso dei due laghi, con lo stop alla captazione sregolata e abusiva di acque dalle falde dei comuni più alti dei Castelli e la riscoperta dei patrimoni archeologici che i due laghi, soprattutto quello di Nemi, comprendono. Oppure sono lotte che restano dure più di prima, come nel caso del contrasto alle speculazioni edilizie nelle aree Divino Amore, Mugillae e Barco Colonna. O, meglio ancora, sono battaglie che iniziano ad essere di tante persone e non più appannaggio di una minoranza di visionari ottimisti come Renato, e che con l’alba di un domani non troppo lontano potranno divenire consapevolezze di tutti, come ci auguriamo per la tutela e la definitiva unificazione dei parchi dell’Appia antica e dei Castelli romani. Vecchio sogno di un altro visionario ottimista come Antonio Cederna. Renato ci ha lasciato il testimone di un impegno che lui aveva a suo modo assunto negli anni e portato avanti, mettendoci sempre la faccia: valorizzare e tutelare l’ambiente e il nostro patrimonio storico, archeologico e naturalistico sempre più minacciato dai continui e violenti attacchi degli speculatori, piccoli e grandi. Un testimone che non lasceremo cadere. Una battaglia, quella della difesa del nostro principale bene comune, il territorio, che oggi più di ieri siamo certi di vincere. La vinceremo anche per lui, che resta un esempio e un maestro di vita difficile da dimenticare. La vinceremo insieme a lui perché Renato è dentro ognuno di noi. È un pezzo indelebile della nostra storia personale e collettiva. Con una lacrima e un sorriso, ciao presidente. 

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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