Gran finale al Festival dell’Economia civile

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Gran finale al Festival dell’Economia civile, la rassegna che dal 17 al 19 novembre ha animato Campi Bisenzio. La rivoluzione copernicana dell’economia civile prende sempre più avvio e trova il suo centro nevralgico in Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze. Il comune toscano, oltre ad aver ospitato e promosso il Festival dell’Economia Civile (insieme a Legambiente, Scuola di Economia Civile e Anci Toscana con il patrocinio della Regione Toscana e della Città metropolitana di Firenze), si candida a diventare il “motore” del primo Distretto portavoce e fautore di questo novo modello di sviluppo. L’amministrazione toscana si è impegnata, infatti, a dare avvio, con atti e delibere, ad un welfare civico, basato sulla collaborazione e la sinergia con i cittadini. Un vero e proprio laboratorio aperto da subito alla partecipazione di tutte le altre amministrazioni pubbliche dell’area metropolitana di Firenze che vorranno aderire.

L’annuncio, da parte del Sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi è arrivato oggi proprio nella giornata conclusiva della rassegna che, in questi tre giorni, ha richiamato oltre mille persone, ha raccontato con workshop e laboratori l’importante ruolo dell’economia civile, che mette al centro l’uomo e i beni comuni, e ha approfondito i sei “cantieri” (welfare collaborativo, consumo consapevole, sviluppo sostenibile, nuovo lavoro giovanile, partecipazione attiva degli enti pubblici e rigenerazione urbana) che meritano di essere replicati nel Paese e le tante esperienze già in atto nella Penisola che sintetizzano in maniera eccellente questo variegato mondo. Un mondo, spiegato e riassunto, dall’economista e professore Stefano Zamagni che ha aperto questa mattina il Festival con una lectio magistralis, alla quale sono seguiti gli interventi, moderati da Enrico Fontana direttore de La Nuova Ecologia, di Monica Berni, vicepresidente della Regione Toscana, Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, Simona Bonafè, europarlamentare, l’imprenditore Niccolò Manetti, Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana e Sindaco di Prato, Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio.

 “Una grandissima partecipazione di addetti ai lavori, associazioni, imprese e cittadini” – dichiara il sindaco Emiliano Fossi – “Campi Bisenzio è stata in questi giorni capitale di innovazione sociale e buone pratiche. Ripartiamo adesso dalla miriade di meravigliosi spunti e progetti nati dal Festival, per lanciare insieme il distretto dell’Economia Civile qui sul nostro territorio: vogliamo mostrare che un’altra economia è possibile”.

 

“Il nostro Paese in questi ultimi anni – dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente – ha riscoperto il grande valore dell’economia civile, che rappresenta una risposta tutta italiana alla crisi che sta colpendo la nostra società. Un modello di sviluppo che supera la concezione “classica” di economia per mettere al centro la persona, i beni comuni e la forza dei legami comunitari e che ha la virtù di far dialogare e lavorare insieme realtà pubbliche e private, quelle del terzo settore, delle imprese e della società civile costruendo insieme un mondo più equo, giusto e solidale. Un lavoro di team raccontato bene in questi tre giorni di Festival dove si sono alternate voci istituzionali e delle società civile che credono in questo cambiamento avviato dall’economia civile. Un cambiamento che merita di essere incentivato anche dalla politica nazionale attraverso la definizione di strumenti ad hoc contribuendo, così, ad un cammino a lungo termine dell’economia civile”.

In particolare il comune di Campi Bisenzio avvierà un “Laboratorio urbano di economia civile”, coordinato dall’amministrazione e dai partner del festival, che in 8 mesi lavorerà agli indicatori per la realizzazione di un efficace Distretto, verificherà il processo avviato, definirà le linee di riferimento e gli stimoli verso processi virtuosi.  Inoltre terrà ben presenti le esperienze, ma anche le sollecitazioni emerse nella tre giorni di workshop del Festival.

Il festival dell’economia Civile ha raccolto e dato voce anche alle tante buone pratiche che si stanno diffondendo in tutta la Penisola e che hanno per protagonisti cittadini, amministrazioni, imprese solidali e associazioni. Esperienze che per altro possono aiutare nel contrastare e arginare problemi come ad esempio lo spreco alimentare, la povertà o la disoccupazione giovale. E le risposte che arrivano dai territori sono davvero interessanti: dalla spesa intelligente all’app per combattere lo spreco alimentare, dai quartieri sempre più inclusivi alle esperienze innovative dei comuni rinnovabili e delle comunità che puntano sulle fonte pulite. Ma l’economia civile riparte anche dalle città e dalle periferie, potenziali culle di innovazione e buone pratiche, dalla rigenerazione urbana come dimostrano le oltre 5000 buone pratiche censite dall’Università del Riuso per il recupero di spazi ed edifici, pubblici e privati. Ed ancora dal volontariato civico e dal co-working, ma anche da una sempre maggiore sinergia con quelle amministrazioni che promuovono la partecipazione attiva dei cittadini. Ecco allora prendere piede, come è stato ben raccontato in questo Festival, anche le forme di baratto amministrativo-sociale (avviato dal comune toscano di Poggio a Caiano), l’istituzione di un albo della cittadinanza attiva (come accade nel comune di Massarosa, in provincia di Lucca), progetti di welfare d’iniziativa locale, per arrivare alle associazioni che incentivano il lavoro d’impresa e alle oltre 5000 buone pratiche censite dall’Università del riuso per il recupero di spazi ed edifici, pubblici e privati. Senza dimenticare quelle promosse dagli enti locali e censite dal Laboratorio per la Governance dei beni comuni della Luiss.

 

 

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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