Il governo fa dietrofront
trivelle alle Tremiti

guidi

Via libera alle trivelle al largo delle Tremiti, in Puglia. Lo scorso 22 dicembre il ministero dello Sviluppo economico ha firmato il decreto di conferimento della concessione all’irlandese Petroceltic international, multinazionale specializzata nell’esplorazione, estrazione e trasporto nel settore oil & gas. Dai documenti che “Repubblica” ha ricevuto e pubblicato in anteprima, scopriamo che l’area interessata ha un’ampiezza di circa 373 km quadrati ed è stata concessa alla Petroceltic per quattro anni a 1.900 (millenovecento) euro l’anno.

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Parliamo dello stesso governo che il giorno successivo al decreto, il 23 dicembre, ha annunciato (con un emendamento alla legge di stabilità) l’introduzione di reato ambientale anche per le trivellazioni, vietando quelle entro le 12 miglia dalla costa. Durissima la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Le Regioni proponenti i referendum non devono fare passi indietro. Dovranno elevare subito conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato davanti alla Corte Costituzionale”. Per Emiliano “è incredibile che il governo non abbia pubblicamente spiegato la decisione di rilasciare le autorizzazioni al largo delle Tremiti”.

A chiedere coerenza, e concretezza, all’esecutivo è anche la presidente di Legambiente, Rossella Muroni. “Il governo deve chiarire le sue intenzioni in attesa del parere della Corte Costituzionale sui quesiti referendari ancora in forse. Nonostante il dietrofront sulle estrazioni petrolifere con l’emendamento alla legge di stabilità, molti rischi incombono ancora sul mare italiano”. Sono oltre 127.000 i km2 di mare in cui 13 compagnie petrolifere intendono avviare attività di ricerca e prospezione per fini petroliferi. I permessi di ricerca oggi rilasciati – compreso quello riguardante le Tremiti – sono 16, per un totale di 6.327 km2, cui si aggiungono le 38 richieste di permesso di ricerca per un totale di 23.739 km2 e le 8 istanze di permesso di prospezione per circa 96.585 km2, oltre le 5 richieste di concessione per l’estrazione di petrolio per ulteriori 558,7 km2. Senza dimenticare le due richieste di nuove piattaforme petrolifere Vega B di Edison nel Canale di Sicilia e Ombrina di Rockhopper a largo della costa teatina in Abruzzo.

La Cassazione ha riammesso il quesito referendario sul divieto delle attività petrolifere entro le 12 miglia e quindi la questione relativa al mare resta aperta. Secondo la sentenza della Corte, l’emendamento del governo alla legge di stabilità ripristina il divieto ma lascia aperte alcune questioni determinanti. In particolare sospende e non annulla le richieste avanzate dalle compagnie e rimane vago sulla scadenza dei titoli già rilasciati. «In attesa del parere della Corte Costituzionale anche sugli altri quesiti prevista per il 13 gennaio – spiega Rossella Muroni – chiediamo all’esecutivo di abbandonare la Strategia energetica nazionale pro-fossili, prendendo finalmente la strada di un piano per il clima e l’energia che punti alla decarbonizzazione dell’economia: le scelte energetiche non possono essere gestite con norme spot contraddittorie, vanno inserite in un disegno più organico. Si tratta anche di una questione di coerenza visti gli impegni presi a Parigi. Considerando che le riserve petrolifere individuate nei nostri fondali coprirebbero il fabbisogno nazionale di petrolio solo per 7 settimane, mentre pesca e turismo rappresentano due settori vitali per l’economia nazionale, chiediamo una moratoria che blocchi qualsiasi autorizzazione relativa alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».

Per il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, le polemiche sui permessi di ricerca offshore nell’Adriatico sono invece soltanto “un polverone pretestuoso e strumentale. Non si prevede – si legge in una nota – alcun tipo di perforazione e quei permessi riguardano una zona di mare ben oltre le 12 miglia dalla costa e anche dalle isole Tremiti”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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