Gorgona, da isola di pace ad inferno (purtroppo)

L’isola carcere di Gorgona è stata un modello unico di non violenza e pacifica coabitazione tra uomini animale ed ambiente per la riabilitazione carceraria ed il rispetto della vita animale. Ma il disinteresse del sistema carcerario e dei politici (di ogni colore) ha fatto naufragare tristemente tale progetto. O forse ci sono altri (tristi) interessi dietro ? 

lorenzo-con-creditsSebbene non ci siano riferimenti storiografici che leghino il nome dell’isola carcere di Gorgona alle 3 sorelle del mito greco purtroppo non possiamo non portare il pensiero alle terribili Gorgoni pensando alla situazione attuale dell’isola.

Le Gorgoni, dai lunghi capelli di serpente e dallo sguardo pietrificante,rappresentavano la perversione sessuale (Euriale), la perversione morale (Steno) e Medusa, la gorgona per antonomasia, la perversione intellettuale.

Fu Persefone a porre Medusa, l’unica mortale delle 3 sorelle, a custode degli Inferi, mentre fu l’eroe Perseo ad uccciderla tagliandole la testa: dal corpo del mostro uscirono quindi il gigante Cresaore ed il famoso cavallo alato Pegaso.

Proprio come Medusa rappresentava la perversione intellettuale, anche all’isola dell’arcipelago toscano, purtroppo, una storia intellettualmente contorta (perversa ?) ha fatto naufragare un bellissimo progetto di inclusione sociale e non violenza per trasformarlo in quell’inferno che Medusa custodiva.

Ma facciamo qualche passo indietro.

L’isola di Gorgona, la più piccola isola dell’arcipelago toscano (e sotto la giurisdizione del comune di Livorno), è una isola carceraria. E’ un carcere premiale, ovvero un carcere dove si accede verso fine pena se il detenuto ha mantenuto negli anni una buona condotta. E’ premiale perchè i carcerati stanno poco “dietro le sbarre” e possono invece vivere molte ore all’aria aperta facendo lavori della terra, principalmente legati alla coltivazione dell’uva e la produzione del vino. Tra i lavori contemplati però vi è stato anche per anni, assurdamente, anche l’allevamento e la macellazione di poveri animali. Poveri animali, che, come dice l’ex veterinario dell’isola Marco Verdone nel suo libro “Ogni specie di libertà” , non avevano  certo commesso nessun reato per finire in cattività nell’isola nè tanto meno per essere condannati a morte.

Fu proprio il veterinario Verdone a promuovere un processo di trasformazione dell’isola carcere attraverso una visione non violenta Gandhiana, con una riflessione non solo “animalista”, ma anche sociale. Una visione che parte da questo pensiero

Come può un carcerato, magari finito lì per omicidi o delitti di sangue, riabilitarsi, come ci dice la nostra costituzione, se per lavoro “premiale” gli viene proposto di uccidere un animale indifeso ? Come può avvenire la riabilitazione verso un percorso di pace, se parte di tale riabilitazione sta nell’uccidere ? Perchè non trasformare invece Gorgona in una isola di pace, dove il bene comune e la pacifica coabitazione tra uomini ed animali possono diventare un esempio concreto per collettività ?

Grazie alla sua tenacia ed al sostegno dell’allora direttore del carcere Carlo Mazzerbo (e di tante altre persone rimaste affascinate da questa visione), gli animali furono graziati ufficialmente dal direttore del carcere che contemporaneamente sospese le macellazioni (dato che oltretutto il macello presentava vari criticità a livello igienico sanitario).

Così ufficialmente gli animali di Gorgona, entravano in un percorso terapeutico per i detenuti. Non più ucciderli, ma prendersi cura di loro. Sviluppare empatia per poter diventare persone migliori, non procurare morte e dolore ad esseri indifesi.

E così i detenuti lavorano la terra, producevano il vino e si prendevano cura degli animali che via via venivano sterilizzato da Verdone per non farli moltiplicare. Gorgona era diventata un modello di non violenza, un progetto preso ad esempio  in tutto il mondo, persino dagli Stati Uniti si sono recati nella piccola isola toscana per andare a studiarlo.

E pian pianino il progetto prevedeva il coinvolgimento di tante realtà legate all’ecologismo ed al sociale per valorizzare l’isola come bene comune  nel rispetto di uomini ed animali dove valeva il principio di non discriminare animali ed uomini, a partire coloro che avevano commesso errori in passato.

Tutto ciò peraltro con anche risultati positivi, concreti ed importanti: mentre la media nazionale di recidiva di un ex detenuto è del 80% nel caso degli ex detenuti di Gorgona è del 20%. Un caso unico al mondo. Una vera e propria eccellenza del sistema carcerario italiano. Un verso esempio di rispetto di ogni vita con positive ricadute (anche economiche) sul sistema carcerario.

Poi un giorno….il direttore del carcere Mazzerbo fu sostituito e quasi subito ripresero i problemi. Prima si iniziò a parlare di costi di mantenimento degli animali, poi fu il turno del veterinario Verdone ad essere allontanato dall’isola e destinato ad altri incarichi. Poi ventilò l’interesse di una grande aziende vinicola per rilevare i vigneti e poi si parlò di  riaprire il macello.

Dalla scorsa Pasqua, purtroppo, il macello di Gorgona è stato riaperto con la macellazione di poveri innocenti agnellini: ed ecco che lo spettro della Gorgona Medusa, custode di Ade, è tornata con prepotenza sull’isola  trasformando di nuovo l’oasi di pace in un inferno chiaramente per i poveri (ed innocenti) animali macellati, ma anche per chi si trova a poter scegliere di “riabilitarsi” uccidendo…

Chiaramente, sin dalle prime avvisaglie di ciò, si sono mossi in tanti insieme a Verdone, per cercare di scongiurare questa deriva: in primis la Lav, la più grande associazione animalista italiana con in testa il suo presidente Felicetti, Essere Animali, famosi per loro investigazioni sulla crudeltà allevamenti intensivi e di ogni macello e guidati in questa battaglia dall’attivista Sergio Marchese, il gruppo romano NoMattataio che fa campagna di sensibilizzazione sugli orrori dei macelli, la trasmissione radiofonica Restiamo Animali, la fattoria della Pace Ippoasi e tante persone del  mondo della giustizia, dello spettacolo, semplici cittadini, 

Fu lanciata anche una petizione per tutelare l’esperienza di Gorgona e non far riprendere le macellazioni: tra le firme più illustri anche quelle filosofo antispecista Luigi Lombardi Vallauri e persino dell’insigne giurista Stefano Rodotà. Ne hanno parlato nei telegiornali nazionali ed importanti quotidiani, ma l’amministrazione carceraria è rimasta indifferente.

La Lav, insieme ad Essere Animali, si sono pure resi disponibili, qualora il problema fosse il mantenimento degli animali, a sostenere le loro spese e persino a trasportarli via dall’isola. Ma niente. Alcuni deputati, un pò di tutte le forze politiche si sono (lentamente) mossi con interpellanze ed azioni e lo scorso anno fu approvato in Senato un provvedimento che impegnava il governo a prendere in considerazione il modello Gorgona e non lasciare naufragare l’esperienza. Ma così non è stato.

Le associazioni sono state ricevute anche dalla presidenza della regione Toscana, ma anche da lì dopo le parole, nessun fatto è seguito; le associazioni sono andate addirittura fino al ministero di Grazia Giustizia a parlare col sottosegretario  Gennaro Migliore (partito democratico), che anche lui dopo aver addirittura promesso la visita all’isola per il 25 luglio, prima ha disdetto  rimandandola a data da destinare e poi non ha fatto sapere più nulla. E chiaramente una azione del ministero di grazia e giustizia avrebbe potuto mettere fine alle macellazioni e far riprendere il percorso non violento.

Nessuna azione concreta nemmeno dal sindaco 5 stelle di Livorno Nogarin che in quanto massima autorità sanitaria della città, ha il potere di revocare l’autorizzazione al macello dell’isola
. E sebbene il sindaco abbia partecipato alla manifestazione per salvare gli animali di Gorgona organizzata nella sua città, e nonostante le associazioni lo abbiamo sollecitato già ad Agosto ad usare il suo potere di revoca di autorizzazione del macello, il sindaco pentastellato per ora non ci ha pensato proprio a revocare l’autorizzazione al macello…

Tutti ascoltano, tutti si fanno vedere quando c’è gente, tutti dicono (a parole) di condividere l’idea, tutti dicono che faranno, e poi però non fanno nulla di concreto…

Forse se ne scordano, forse ne disinteressano. Oppure forse c’è persino una idea diversa sul futuro dell’isola. Magari, parliamo per ipotesi,  una idea che preferisce ad un progetto di pace e di inclusione sociale, un modello di business con qualche imprenditore interessato a produrre vino e carne col marchio di Gorgona. Chiaramente, come sempre, sulla pelle dei più deboli. Cosa che sarebbe ancora più triste. 

Che sia disinteresse o peggio, comunque siano delusi dalle tante chiacchiere dei tanti politici e delle poche (o nessuna) azione di chi avrebbe il potere di fare le cose; ma noi non ci abbattiamo e continuiamo a sostenere questa battaglia di civiltà e non violenza, sperando che prima o poi il nostro amico veterinario, come Perseo nel mito greco, possa allontanare di nuovo lo spettro della Medusa dall’isola, magari stavolta senza doverle staccare la testa per far uscire il cavallo alato Perseo, ma semplicemente abbracciandola e facendole capire che forse la soluzione per volare in alto sulle ali del cavallo è quella di procedere verso una società di  maggiore rispetto  e tolleranza per ogni essere vivente.

Lo scrivente, nel suo piccolo, come sempre mette a disposizione le sue pacifiche armi, ovvero la penna e la voce.

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