Goletta Verde, il diario di bordo

golettaverde2016

di Rossella Fasano

L’arrivo di Goletta Verde a Portoferraio è programmato in modo da incrociare la partenza dei campi di volontariato di Legambiente e Diversamente Marinai. Qui il 28 giugno abbiamo lanciato ufficialmente il progetto “Vele Spiegate”, 9 settimane in cui 200 volontari saranno impegnati per tutta l’estate in attività di tutela dei mari, mappando e raccogliendo rifiuti marini nell’area dell’Arcipelago toscano. Sono proprio i biologi di Goletta Verde che dedicano alcune sessioni di formazione ai giovani volontari sul Marine Litter, perché seguano con precisione il protocollo condiviso a livello europeo per l’avvistamento di plastiche e microplastiche in mare, in una vera esperienza di citizen science. Quest’anno infatti i volontari dei campi in barca a vela contribuiranno alla ricerca scientifica internazionale mettendo a disposizione i dati raccolti, in più faranno attività di sensibilizzazione a cittadini e turisti in alcune spiagge dell’arcipelago sull’importanza della tutela delle zone costiere.

Puntare sulla prevenzione e sulla corretta fruizione delle spiagge diventa necessario e urgente soprattutto adesso che la tartaruga marina Caretta Caretta ha scelto l’Isola d’Elba per deporre, qualche settimana fa, le sue uova a Marina di Campo. L’evento è di straordinaria importanza scientifica perché si tratterebbe non solo della prima nidificazione accertata all’Isola d’Elba, ma anche di quella in assoluto più a nord di tutto il bacino del Mediterraneo.

Ma cosa c’entra la tartaruga marina con la ricerca del Marine Litter? Purtroppo una delle conseguenze più gravi della presenza di plastiche in mare, oltre all’alterazione degli equillibri del delicato ecosistema marino, è che molte specie come cetacei, uccelli, tartarughe, pesci e invertebrati possono ingerire alcuni detriti che costituiscono il Marine Litter. La tartaruga ad esempio spesso confonde le buste di plastica con le meduse di cui si ciba, rischiando così la morte per ingestione.

In questa ottica informare i giovani volontari, i cittadini e i turisti sugli effetti delle plastiche in mare ed educarli a semplici buone pratiche, è il primo passo per ridurre nei prossimi anni il problema salvando gli oceani, i mari e le spiagge. Perché tutti, facendo del nostro, possiamo contribuire a migliorare la salute dei nostri mari.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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