Quando si parla di diritti gay e di coppie omosessuali in Italia, la prima obiezione che viene mossa, anche dalle persone più “progressiste” per così dire, è “Ok, nulla contro, però non sono d’accordo con le adozioni: un bambino per crescere bene ha bisogno di un padre e di una madre”. La questione, oltre a non trovare riscontro nella ricerca scientifica internazionale, è mal posta.

Perché, come mostra Samuele Cafasso nel suo libro Figli dell’arcobaleno (Donzelli), le coppie omosessuali i figli ce li hanno già (o da precedenti relazioni eterosessuali o grazie alla scienza, come la fecondazione eterologa e la gestazione per altri), i genitori omosessuali sono genitori come gli altri e i ragazzi stanno bene.

Più che di coppie omosessuali allora, in questi casi, bisognerebbe parlare di famiglie omogenitoriali, ovvero di famiglie composte da genitori dello stesso sesso. Ma per lo Stato italiano uno dei due padri o madri non è considerato (provate a immaginare le conseguenze in caso di morte del genitore biologico o in caso di separazione). Cafasso racconta non solo le storie di chi è andato all’estero per avere un figlio, ma anche di chi si è presentato all’altare per farlo battezzare e di chi ha portato in grembo i gemelli di una coppia gay.

Dal libro emerge un’Italia molto ottimista “perché devi credere che le cose cambino e possibilmente molto in fretta” come scrive l’autore. Completa il testo un’appendice sulla legislazione europea, e non solo, in materia di diritti lgbt, una bussola per muoversi in un mondo di leggi in continuo cambiamento.

www.donzelli.it

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