Marcia per il clima

Dopo Taormina, ora l’attenzione del mondo si sposta a Bologna dove domenica prenderà ufficialmente il via il G7 Ambiente. La riunione dei ministri dell’Ambiente dei 7 paesi, che detengono oltre il 63% della ricchezza netta mondiale, potrà dire molto sul futuro del Pianeta e sul quel nesso cruciale e virtuoso tra sviluppo economico e lotta ai mutamenti climatici. Il nostro auspicio è che questo summit, dopo quello deludente di Taormina e il verdetto anti clima di Trump sugli Accordi di Parigi, sia l’occasione concreta per definire un’agenda ambientale condivisa  e allo stesso tempo sia l’occasione per il Governo italiano di spiegare il suo impegno concreto nella lotta dei cambiamenti climatici.  

In questi giorni Legambiente sarà a Bologna per seguire le fasi del G7, ma anche per  presentare contenuti e proposte in diverse occasioni. Con la Coalizione Clima, innanzitutto, per far contare il protagonismo dei cittadini e dei territori. Ci saremo con tre giornate di discussione e mobilitazione, assieme a tante organizzazioni sociali per chiedere una svolta nelle politiche ambientali e climatiche, una maggiore cooperazione e sinergia  tra i Paesi del Mediterraneo e un maggior coinvolgimento della società civile, delle associazioni non governative, gli enti di ricerca, gli stakeholder economici e produttivi che possono apportare un prezioso contributo nella discussione sulle tematiche ambientali e sulle strategie da adottare,  a partire ad esempio dal ridurre l’impatto del marine litter che soffoca mari, oceani e spiagge. Il tema dei rifiuti in mare e di quelli spiaggiati sarà l’argomento dell’incontro di oggi a Bologna dove  saremo con il Ministro dell’Ambiente, e con rappresentanti francesi, per raccontare quello che è stato fatto in Italia per ridurre l’inquinamento causato dai sacchetti di plastica monouso. Sarà un appuntamento compreso nel calendario di #ALL4THEGREEN, che raccoglie un insieme di attività e iniziative organizzate da associazioni, consorzi e decine di aziende che hanno deciso di raccogliere l’appello per un’economia che punti all’efficienza, al risparmio e al riutilizzo delle risorse, sostenuto dal programma di partnership globale Connect4Climate della Banca Mondiale con il supporto del Ministero dell’Ambiente. 

L’Italia è stato il primo paese in Europa che ha messo al bando nel 2011 i sacchetti di plastica , riducendo del 55% il consumo di plastica. Ad oggi, su scala mediterranea, il bando delle buste non biodegradabili e compostabili è attivo solo in Italia, Francia e Marocco. Se  il bando fosse esteso a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i risultati in termini climatici sarebbero altrettanto più rilevanti grazie alla consistente riduzione del consumo di greggio e alla diminuzione delle emissioni di CO2, con notevoli vantaggi anche per l’ambiente marino e costiero. Per questo oggi a Bologna chiederemo che l’esperienza italiana venga replicata anche negli altri Stati del Mediterraneo estendendo, entro il 2020, la messa al bando delle buste di plastica non compostabili. L’Italia può  giocare un ruolo internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici. Non perda dunque questa importante occasione. 

Presidente nazionale di Legambiente, e-mail: presidente@legambiente.it
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