Ferie energetiche

I masi super efficienti in Alto Adige. La green card dell’Umbria per la mobilità elettrica. E gli itinerari nei parchi eolici tedeschi. Idee per viaggiatori green

Wunderland Kalkar

Volete passare le vacanze facendo vere ferie ecologiche, ma aggiungendo il valore di esperienze dove toccare con mano la tutela ambientale, magari imparando qualcosa? L’offerta turistica, in Italia e in Europa, si sta evolvendo anche in questa direzione. È il caso dell’agriturismo ecologico – sostenibile e sociale – nell’offerta del consorzio altoatesino Gallo Rosso (www.gallorosso.it), che all’interno della propria proposta più generale di 1.600 masi – le tipiche case di campagna dell’Alto Adige, che alcuni decenni fa secondo l’Ue andavano abbandonate – ha fatto una selezione di quelli più virtuosi sotto il profilo ambientale, sociale e specialmente energetico.

Così se si vuole “toccare con mano” le possibilità dell’efficientamento energetico di un’abitazione di montagna – che è più problematica di quelle di città – si può passare una vacanza in un maso in classe A. Uno dei primi masi a essere stato certificato “maso Casa clima oro”, il top dell’efficienza energetica delle case, è quello frutticolo Sandwiesenhof di Gargazzone, che ha anche due impianti a fonti rinnovabili, fotovoltaico e geotermia, un design innovativo ed è stato ristrutturato secondo i criteri della bioedilizia. Recupero della tradizione in direzione ambientale per il maso Oberbinder, che ha conservato l’aspetto originale utilizzando legno di cirmolo (Pinus cembra), a km zero, con cui venivano fatte le culle dei bambini, visto che favorisce il riposo.

I masi altoatesini si dividono in 13 categorie di specializzazione, che vanno da quelli con coltivazioni bio, a quelli per ciclisti, allergici e diversamente abili, fino ad arrivare a quelli Casa clima. «L’avvicinamento alle tematiche della sostenibilità è stata una scelta obbligata, visto che l’agricoltura di montagna è sostenibile per definizione, poiché deve sfruttare al massimo le risorse “interne” – afferma Hannes Knollseisen, del Consorzio – Gallo Rosso è nato nel 1999 e già dopo due anni è stata definita la specializzazione del maso biologico». E per quanto riguarda le tecnologie rinnovabili, le soluzioni usate sono di prim’ordine. Troviamo collettori solari e stufe a pellet che usano gli scarti di produzione di una segheria, come succede al maso Hof Zerund di Casterotto, dove si utilizza anche il biogas prodotto grazie alla fermentazione anaerobica delle deiezioni animali raccolte nel maso stesso.

Se invece vi appassiona la mobilità sostenibile e volete gustarvi le bellezze dell’Umbria sentendo solo il fruscio del vento, sospinti da un motore elettrico, per voi c’è l’Umbria green card (www.umbriafreencard.it). Con un costo a partire dai 5 euro permette di accedere, con tariffe agevolate, alle strutture ricettive green della regione che si stanno dotando, finalmente, di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. In attesa della “presa elettrica” nell’agriturismo, però, questa estate si può già viaggiare elettrico nella regione. L’app gratuita di Umbria green card consente di muoversi in Umbria tra le 56 colonnine di ricarica già attive e sempre grazie alla card è possibile affittare un veicolo elettrico a tariffa agevolata. Insomma, anche se arrivate in bici, o in treno, potete provare il turismo del futuro. Muovendovi con gli elettroni.

Nel frattempo in Germania, dopo aver sfruttato al meglio le rinnovabili sotto il profilo energetico, le comunità che vivono attorno agli impianti si stanno accorgendo di come possano funzionare anche da polo d’attrazione per il turismo di qualità. Il parco eolico di Holtenim in Bassa Sassonia, ad esempio, per lungo tempo il più grande d’Europa, ha un punto d’osservazione pubblico su uno dei suoi generatori. Sono oltre 300 gradini, ma si può godere di uno spettacolo unico sul Mare del Nord. In Baviera nove comunità locali del distretto di Schleching si sono unite per realizzare l’Ochomodell achental, un modello che mette assieme turismo, agricoltura ed energie rinnovabili. Lungo una pista ciclabile di 65 km si possono conoscere oltre trenta progetti che riguardano l’energia rinnovabile.

Sono soltanto due delle destinazioni presenti in un’apposita guida che vi permette di fare itinerari, energetici, per gustarvi il meglio delle rinnovabili in Germania. La guida, realizzata dal giornalista Martin Frey nel 2014, è andata esaurita in pochi giorni, ma alla fine del 2016 è uscita la versione in inglese (https://goo.gl/YoJ2Ny) e che è stata così commentata dal ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier: «Oggi sappiamo che la transizione energetica alle rinnovabili è tecnicamente e finanziariamente fattibile». Tra le destinazioni figurano anche i resti delle energie fossili e nucleari. Il parco di Wunderland Kalkar, per il quale è stata utilizzata una ex centrale nucleare mai entrata in funzione, e quindi non pericolosa, ne è un esempio, con la sua torre di raffreddamento passata da simbolo del nucleare ad attrazione turistica. Nella guida le mete sono oltre 200. Insomma, anche i più tenaci appassionati delle rinnovabili troveranno qualcosa che li sorprenderà.

Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio il giornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.
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