Festambiente Sud

Quando: 17 luglio 2015–1 agosto 2015 giorno intero
Dove: Monte Sant'Angelo (Fg)

Paolo Fresu è uno dei più importanti musicisti jazz della scena nazionale e internazionale, un compositore e trombettista di successo, ma anche un cittadino italiano e del mondo, attento ai temi sociali e ambientali che ha saputo unire il … Continua la lettura di Festambiente Sud

Quando:
17 luglio 2015–1 agosto 2015 giorno intero
2015-07-17T00:00:00+02:00
2015-08-02T00:00:00+02:00
Dove:
Monte Sant'Angelo (Fg)
Contatto:
Festambiente Sud

Paolo Fresu
Paolo Fresu

Paolo Fresu è uno dei più importanti musicisti jazz della scena nazionale e internazionale, un compositore e trombettista di successo, ma anche un cittadino italiano e del mondo, attento ai temi sociali e ambientali che ha saputo unire il suo talento ai temi della sostenibilità. Sarà il direttore artistico di Festambiente Sud dal 17 al 20 luglio nella splendida cornice di Monte Sant’Angelo, cittadina patrimonio Unesco in Puglia.

Perché ha deciso di far parte della manifestazione?
Più che una direzione artistica, mi sono messo a disposizione perché conosco l’importanza di temi come arte, cultura, ambiente e cura del territorio. Da diversi anni i temi dell’ecologia, dell’ambiente, delle nuove energie mi sono cari e dovrebbero essere importanti per tutti. Sono questioni che dovrebbero mettere tutti d’accordo. Dovremmo essere in grado di rispettare il vasto territorio del mondo, non solo il nostro spazio.

Questi argomenti come si legano alla sua carriera?
Da 28 anni organizzo un festival di jazz a Berchidda, mio paese in Sardegna, il primo che si è convertito in ottica green. La manifestazione raccoglie fino a 35 mila persone e porta avanti una riflessione attenta sull’impatto ambientale.

Gli artisti che saranno presenti a Festambiente Sud

condividono il suo impegno ambientalista?
Sanno a che genere di evento stanno partecipando, sanno che c’è un’importante finalità specifica. Molti li conosco bene, alcuni fanno parte della mia scuderia. La scelta degli artisti permette di avere una panoramica del jazz italiano e europeo partendo dai giovani e arrivando fino a figure importanti. Molti di loro hanno partecipato al mio tour in Sardegna per festeggiare i 50 anni dove giravamo con una specie di carretto con tutto il necessario per produrci autonomamente l’energia. Si suonava fino a quando c’era la corrente autoprodotta, poi si smetteva.

Il legame musica-ambiente è efficace?

La musica è un linguaggio potentissimo, non necessita di parole, arriva a tutti, mette insieme le persone, e quando succede avviene qualcosa di speciale. La musica è un elemento di aggregazione importante, fa nascere dialoghi e scambi di opinioni. Ci dà la possibilità di conoscere attraverso gli occhi degli altri e di capire meglio anche noi stessi. Rispetto ai concerti tradizionali fatti in teatro, gli eventi fatti in luoghi non deputati e immersi nella natura sono una cosa molto diversa. Si crea un’energia particolare. Prima di tutto si cerca di non deturpare il luogo, non ci sono sedie, non c’è palcoscenico. Poi c’è convivialità e rispetto. È un’esperienza unica e irripetibile. La musica è un’arma importante che permette anche di denunciare le cose che non vanno.

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