Energia in comunità

 Legambiente lancia da Pesaro il “Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili”. L’obiettivo, coinvolgere i sindaci

 

Il rapporto Comuni rinnovabili

L’energia parte dalle comunità. È questa la ricetta messa a punto a Pesaro da Legambiente durante l’iniziativa che ha portato stamattina alla presentazione di un “Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili”. Il presupposto della mattinata è stato il fatto che si considera possibile spingere le fonti rinnovabili in Italia oltre la fase degli incentivi partendo “dal basso” e ispirandosi a ciò che sta succedendo nel resto d’Europa. In questo quadro sono state descritte le esperienze della Scozia e della Germania, attraverso l’intervento di Georgy Davis (Community Energy Scotland) e di Thomas Madry che ha descritto il piano del Distretto di Marburg-Biedenkopf, in Germania per arrivare al 100% rinnovabile nel 2040.

La sfida è diversa dal passato, l’obiettivo che occorre porsi è infatti quello di sostenere e agevolare tutti coloro che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica e termica di cui hanno bisogno, di spingere i progetti che permettono a famiglie, imprese, distretti produttivi e condomini di produrre e scambiare energia con moderne smart grid, sistemi di accumulo, impianti efficienti. In Scozia le installazioni di impianti a fonti rinnovabili che fanno capo alle comunità energetiche dal basso sono oltre 600 per una capacità di 35 MW con benefici per le comunità locali di oltre 5 milioni di sterline l’anno. Ma sono i progetti futuri a essere molto interessanti. «Le comunità in Scozia hanno progetti per 180 MW a vari stadi di sviluppo – ha detto Georgy Davis – E il Governo scozzese ha fissato per le comunità energetiche un target di 500 MW al 2020». E non si tratta solo di MW. «Attraverso lo sviluppo delle rinnovabili vogliamo costruire solidarietà, resilienza e salute a livello delle comunità di base» ha aggiunto.

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«Partiamo da Pesaro con il lancio del Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – per costruire una campagna che coinvolgerà Sindaci di tutta Italia per spingere un cambiamento che non guarda solo all’Italia ma al mondo, alla sfida che tutti abbiamo davanti per fermare i cambiamenti climatici e dare una speranza di sviluppo fuori da un sistema incentrato sulle fonti fossili. Siamo infatti convinti che questa sia oggi la strada più efficace e praticabile per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica». Le prime adesioni al manifesto sono state quelle del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini e del sindaco di Pesaro Matteo Ricci e nel  dettaglio il  Manifesto chiede di scegliere in Italia la strada dell’innovazione eliminando tutte le barriere esistenti all’autoproduzione e alla vendita di energia da fonti rinnovabili, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e aiutando le amministrazioni pubbliche a promuovere interventi che vanno nella direzione di territori al 100% rinnovabili.

«Risparmiare dal punto di vista energetico – è stato il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini ed il sindaco di Pesaro Matteo Ricci – è un’esigenza ormai sentita in sia ambito pubblico che privato. Crediamo che i territori siano maturi per un salto di qualità: l’autoproduzione da fonti rinnovabili va incentivata e accompagnata, viste anche le risorse economiche messe in campo dall’Unione europea. Nelle nostre realtà stiamo attuando strategie legate all’efficientamento energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili, più sindaci aderiranno al manifesto, più sarà possibile incidere per abbattere le barriere normative e burocratiche ancora presenti».

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I focus del Manifesto

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni. Dando la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale. Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1 MW.

3.  Muovere l’innovazione energetica nei condomini, dove vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

4.  Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese. Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodurre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione. 

Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio il giornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.
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