Emozioni sott’acqua

 

L’acqua come elemento primigenio. Ma non solo. Come medium per connettersi con la propria spiritualità, un elemento prezioso che permette di capire quanto sia fragile l’esistenza, una risorsa fondamentale che consente ancora di apprezzare la bellezza della natura. E come accade oggi, l’acqua può diventare anche teatro dei drammi sociali e umani della storia.

Tutto questo possiamo leggere nelle opere di Giuseppe La Spada, artista siciliano, nato a Palermo, ma cresciuto a Milazzo, che ha dedicato gli ultimi anni della sua ricerca artistica proprio all’acqua. Le sue foto sono esposte fino al 15 aprile in una mostra dal titolo “Ab origine” presso lo studio legale Porto 4 di Marghera (Ve). Una realtà diversa dal solito per ospitare un evento d’arte visiva, inserita in un contesto al di fuori dello spazio e del tempo, nel pieno di un’area industriale come quella di Marghera, fra grandi capannoni bui abbandonati, navi attraccate che sembrano anch’esse dimenticate, ma nelle quali si vedono operai intenti al loro lavoro, nel bel mezzo di una rete di strade che sembrano disegnate dalla casualità.

Qui abbiamo conosciuto gli avvocati Giovanni Brancalion Spadon e Sebastiano Angelo Scarpa, fondatori dello studio, che si occupano anche di diritto delle nuove tecnologie, diritto d’autore e diritto ambientale. Animati da «un profondo senso ecologico», come ci spiega Brancalion, hanno sentito ad un certo punto il bisogno di dare spazio, fra tutti i loro scaffali pieni di documenti, anche all’arte e in particolare ad una forma d’arte in grado di richiamare ad urgenze ambientali da loro particolarmente sentite.

Le opere sono foto che ritraggono l’acqua e i suoi giochi di luce e di forme, tra i quali l’essere umano si inserisce in modo armonico quasi come ne fosse elemento di continuità. Immersi in un’acqua limpidissima, fra gorghi, bolle e onde che accarezzano la pelle, capelli e vesti fluttuano sospesi in un momento unico, un “moment of being” che come spiega l’artista, permette di percepire la propria spiritualità in quello che egli definisce “un viaggio verticale”. «Andare sotto, andare oltre l’apparenza, è sicuramente un tentativo di andare a cercare qualcosa e di metterci anche in contatto con qualcosa di più grande di noi – dice La Spada – In questo caso l’acqua è come se fosse un medium che ci può permettere questo percorso».

Sono immagini colte in un momento speciale che emozionano al primo sguardo e fanno arrivare, strato su strato, tutto il messaggio che l’autore vuole comunicare, mediato dalla nostra capacità percettiva. Si tratta di una riflessione su un mezzo prezioso, ricco di contrasti, perché come egli stesso scrive “l’Acqua è un momento di sospensione, sospensione tra dualismi ancestrali, la luce e il buio, il visibile e l’invisibile, nel flusso di questo eterno movimento che è la vita”. Con l’acqua come elemento salvifico l’artista vuole far riflettere ed esortare ad un cambiamento collettivo in grado di far nascere la sensibilità necessaria a tutelare la natura e infine a salvare questo nostro pianeta.

Nel suo caso l’arte è stata un mezzo, una sorta di filtro che ha permesso di capire e percepire quale sia il valore della natura e quanto sia importante preservare l’ambiente in cui viviamo. Succede così parafrasando la frase di Dostoevskij, che la bellezza davvero salvi il mondo.

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